Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori in Francia ha condotto uno studio su persone di almeno 80 anni, che vivono in case di riposo e che assumono più di un farmaco per la pressione alta. Tutti avevano una pressione arteriosa sistolica (la pressione quando il cuore batte) inferiore a 130 mmHg, un valore considerato già basso.
Le persone sono state divise in due gruppi:
- Gruppo step-down: hanno seguito un programma per ridurre gradualmente i farmaci antipertensivi.
- Gruppo cure abituali: hanno continuato con le cure normali, senza modifiche.
Lo studio è durato fino a 4 anni, con un controllo regolare dei pazienti.
Cosa è stato misurato
Gli obiettivi principali erano:
- Verificare quante persone sono morte per qualsiasi causa durante lo studio.
- Controllare quanti farmaci per la pressione assumevano all'inizio e alla fine dello studio.
- Osservare i cambiamenti nella pressione arteriosa sistolica nel tempo.
Risultati principali
- Alla fine dello studio, il gruppo che ha ridotto i farmaci aveva diminuito il numero medio di farmaci da circa 2,6 a 1,5.
- Il gruppo che ha continuato le cure abituali ha ridotto meno i farmaci, da circa 2,5 a 2,0.
- La pressione arteriosa sistolica nel gruppo con riduzione dei farmaci è aumentata in media di circa 4 mmHg rispetto all'altro gruppo.
- Il numero di decessi è stato simile nei due gruppi: circa il 61,7% nel gruppo con riduzione e il 60,2% nel gruppo con cure abituali.
- Non sono state trovate differenze significative negli effetti collaterali tra i due gruppi.
Cosa significa tutto questo
Per gli anziani fragili con pressione già bassa, ridurre gradualmente i farmaci per la pressione non ha ridotto il rischio di morte rispetto a chi ha continuato le cure abituali. Inoltre, non ha aumentato gli effetti collaterali.
In conclusione
Questo studio suggerisce che, in persone anziane fragili con pressione bassa, diminuire i farmaci per la pressione può essere fatto senza aumentare il rischio di morte o effetti indesiderati. Tuttavia, non sembra offrire un vantaggio in termini di sopravvivenza rispetto al mantenere le cure abituali.