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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/11/2022 Lettura: ~3 min

Il ruolo dell'iperaldosteronismo nella progressione della malattia renale cronica nei soggetti senza diabete

Fonte
Verma et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehac352.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come un ormone chiamato aldosterone possa influenzare la salute dei reni, anche in persone che non hanno il diabete. Capire questo meccanismo è importante per migliorare la prevenzione e il trattamento delle malattie renali croniche.

Che cosa è l'aldosterone e il suo ruolo nel corpo

L'aldosterone è un ormone che aiuta a regolare la pressione del sangue e l'equilibrio di sale e acqua nel corpo. Lo fa agendo sui reni, dove favorisce il riassorbimento del sodio e l'eliminazione del potassio. Questo processo aiuta a mantenere stabile il volume dei liquidi nel corpo e la pressione sanguigna.

Oltre ai reni, l'aldosterone agisce anche sul cuore e su altri tessuti, dove può causare danni come:

  • fibrosi cardiaca (formazione di tessuto cicatriziale nel cuore),
  • ipertensione (pressione alta),
  • ingrossamento del ventricolo sinistro del cuore,
  • danni alle cellule renali,
  • infiammazione e cicatrizzazione nei reni.

L'iperaldosteronismo primario e i suoi effetti

L'iperaldosteronismo primario è una condizione in cui il corpo produce troppo aldosterone. È più comune di quanto si pensi, ma spesso non viene riconosciuto. Chi ne soffre ha un rischio più alto di malattie cardiache e renali. Fortunatamente, esistono terapie che bloccano l'azione dell'aldosterone, chiamate antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi (MR), che possono ridurre questi rischi.

Antagonisti del MR e malattia renale cronica

Negli ultimi anni, studi importanti hanno mostrato che gli antagonisti del MR possono aiutare anche pazienti con malattia renale cronica (CKD), sia con che senza diabete. In particolare, un farmaco chiamato finerenone ha dimostrato di rallentare la progressione della malattia renale e di ridurre eventi cardiaci nei pazienti con diabete e insufficienza renale cronica.

Tuttavia, questi studi non hanno misurato direttamente i livelli di aldosterone nel sangue, quindi non è chiaro se il beneficio del farmaco sia legato proprio alla riduzione dell'effetto dell'aldosterone. Inoltre, gli studi si sono concentrati soprattutto su persone con diabete, lasciando aperta la domanda se questi farmaci siano utili anche in chi non ha il diabete.

Nuove evidenze sull'aldosterone e la progressione della malattia renale senza diabete

Uno studio recente ha esaminato il legame tra i livelli di aldosterone nel sangue e la progressione della malattia renale cronica in pazienti con e senza diabete. Lo studio ha coinvolto 3680 persone con insufficienza renale cronica, seguite per circa 10 anni.

I risultati principali sono stati:

  • Livelli più alti di aldosterone erano associati a una funzione renale peggiore all'inizio dello studio.
  • Durante il periodo di osservazione, più di 1400 partecipanti hanno visto peggiorare la loro malattia renale.
  • Ogni raddoppio dei livelli di aldosterone nel sangue aumentava dell'11% il rischio di peggioramento della malattia renale.
  • Le persone con i livelli più alti di aldosterone avevano un rischio aumentato del 45% rispetto a chi aveva i livelli più bassi.
  • Questo rischio era simile sia nei pazienti con diabete sia in quelli senza diabete.

In conclusione

I livelli elevati di aldosterone nel sangue sono associati a un aumento del rischio di peggioramento della malattia renale cronica, indipendentemente dalla presenza o meno del diabete. Questi risultati supportano l'idea che i farmaci che bloccano l'azione dell'aldosterone possano essere utili anche per rallentare la progressione della malattia renale in persone senza diabete.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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