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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/11/2025 Lettura: ~2 min

Il ruolo della ranolazina nel prevenire le aritmie: uno studio nella pratica reale

Fonte
Fumagalli et al, DOI: 10.1093/ehjcvp/pvaf074

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

La ranolazina è un farmaco usato per trattare il dolore al petto causato da problemi al cuore. Recentemente, uno studio ha esaminato se questo medicinale può anche aiutare a prevenire alcune irregolarità del battito cardiaco, chiamate aritmie, in persone con malattie cardiache croniche. Qui spieghiamo in modo semplice i risultati di questa ricerca.

Che cos'è la ranolazina e come funziona

La ranolazina è un farmaco che aiuta a ridurre il dolore al petto (angina) bloccando una particolare corrente di sodio nel cuore. Questa azione può anche ridurre la comparsa di aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari.

Lo studio condotto in Italia

Un recente studio ha analizzato dati di pazienti italiani con sindrome coronarica cronica (una malattia del cuore che dura a lungo). L'obiettivo era capire se la ranolazina, usata insieme ad altri trattamenti, potesse diminuire la comparsa di fibrillazione atriale (un tipo comune di aritmia) rispetto a chi non assumeva questo farmaco.

Come è stato fatto lo studio

  • Sono stati considerati oltre 6 milioni di pazienti registrati nel Servizio Sanitario Nazionale italiano.
  • Tra questi, sono stati selezionati 171.015 pazienti con sindrome coronarica cronica e senza fibrillazione atriale precedente.
  • I pazienti sono stati seguiti per circa 4-5 anni.
  • Si sono confrontati due gruppi: chi assumeva ranolazina (22.207 persone) e chi no (148.808 persone).
  • Per rendere i gruppi comparabili, sono stati abbinati 6.384 pazienti con ranolazina e 25.536 senza, simili per età, sesso, altre malattie e terapie.

Risultati principali

  • La fibrillazione atriale si è presentata nel 5,3% dei pazienti con ranolazina e nel 9,6% di quelli senza.
  • Chi assumeva ranolazina aveva un rischio inferiore del 41% di sviluppare questa aritmia.
  • La ranolazina è stata anche associata a una minore comparsa di altri tipi di aritmie, sia lente (bradiaritmie) che veloci (tachiaritmie ventricolari).
  • Inoltre, è stata osservata una riduzione della mortalità nei pazienti trattati con ranolazina.

In conclusione

Questo studio su pazienti italiani con malattia cardiaca cronica mostra che la ranolazina è sicura e può aiutare a ridurre il rischio di fibrillazione atriale e altre aritmie nel lungo termine. Questi risultati supportano il possibile ruolo della ranolazina come terapia aggiuntiva per proteggere il cuore da battiti irregolari.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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