Che cosa sono i biomarcatori cardiaci?
I biomarcatori cardiaci sono sostanze nel sangue che aiutano i medici a valutare la salute del cuore. Tra i più comuni ci sono le troponine ad alta sensibilità (hs-cTn) e l'NT-proBNP. Questi valori possono indicare se il cuore sta funzionando bene o se c'è qualche problema.
Lo studio sulle persone transgender
Fino a poco tempo fa, non si sapeva molto su come questi biomarcatori si comportano nelle persone transgender senza problemi cardiaci. Uno studio recente ha esaminato persone transgender che seguivano una terapia ormonale da almeno un anno:
- Uomini transgender (FtM): persone assegnate donne alla nascita che assumono testosterone (79 partecipanti, età media circa 29 anni).
- Donne transgender (MtF): persone assegnate uomini alla nascita che assumono estrogeni (93 partecipanti, età media circa 35 anni).
Risultati principali
- Le troponine (hs-cTn) erano più alte negli uomini transgender rispetto alle donne transgender.
- I livelli di NT-proBNP erano più alti nelle donne transgender rispetto agli uomini transgender.
Questi risultati sono simili a quelli osservati tra uomini e donne cisgender (persone il cui sesso assegnato alla nascita corrisponde alla loro identità di genere).
Cosa significa tutto questo?
Le differenze nei livelli di questi biomarcatori sembrano dipendere soprattutto dagli ormoni sessuali (testosterone ed estrogeni) più che dal sesso assegnato alla nascita. Questo aiuta a capire che gli ormoni influenzano il cuore in modo importante e che i valori di questi indicatori devono essere interpretati considerando la terapia ormonale in atto.
In conclusione
Lo studio mostra che nelle persone transgender sane in terapia ormonale, i livelli di biomarcatori cardiaci cambiano in modo simile a quanto avviene nelle persone cisgender, riflettendo l'effetto degli ormoni sessuali. Questi dati sono importanti per una corretta interpretazione dei test cardiaci nelle persone transgender.