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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/11/2022 Lettura: ~3 min

Il cuore come ghiandola: il ruolo degli ormoni nel trattamento dello scompenso cardiaco

Fonte
Emdin M. Il cuore è una ghiandola. Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, Pisa, 2022.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Michele Emdin Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Il cuore non è solo una pompa che spinge il sangue, ma anche una ghiandola che produce ormoni importanti per il nostro corpo. Questi ormoni aiutano a regolare il bilancio di acqua e sale e la pressione sanguigna. Comprendere questa funzione ha cambiato il modo in cui curiamo lo scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace.

Che cosa significa che il cuore è una ghiandola?

Per molto tempo si è pensato al cuore solo come a una pompa. Negli anni Sessanta, però, si è scoperto che alcune cellule del cuore, chiamate cardiomiociti atriali, contengono granuli che rilasciano ormoni nel sangue. Questi ormoni, chiamati peptidi natriuretici (ANP e BNP), aiutano il corpo a eliminare il sale e l'acqua in eccesso, a dilatare i vasi sanguigni e a proteggere il cuore da danni ulteriori.

Il ruolo dei peptidi natriuretici nello scompenso cardiaco

Quando il cuore è in difficoltà, come nello scompenso cardiaco, produce più di questi ormoni per cercare di compensare il problema. Misurare la loro quantità nel sangue (specialmente BNP e NT-proBNP) è molto utile per:

  • diagnosticare lo scompenso;
  • valutare la gravità della malattia;
  • monitorare l'efficacia delle terapie.

Il "paradosso endocrino" dello scompenso

Anche se i livelli di questi ormoni aumentano molto nei pazienti con scompenso, spesso il corpo non risponde adeguatamente alla loro azione. Questo fenomeno è chiamato paradosso endocrino. Le cause possono essere:

  • la presenza di forme inattive degli ormoni nel sangue;
  • la loro distruzione prima di agire;
  • una riduzione dei recettori che li ricevono;
  • problemi nei meccanismi interni delle cellule che dovrebbero rispondere a questi ormoni.

Come sono cambiate le terapie dello scompenso cardiaco

Negli anni Quaranta si usavano pochi farmaci, come la digitale e la canfora. Oggi, grazie alla comprensione del ruolo endocrino del cuore, le terapie sono molto più efficaci e mirate. Le linee guida moderne raccomandano l'uso combinato di diversi farmaci che agiscono su vari meccanismi, tra cui:

  • beta-bloccanti;
  • ACE inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina;
  • inibitori dei recettori mineralcorticoidi;
  • inibitori SGLT2;
  • farmaci come vericiguat e sacubitril/valsartan che agiscono direttamente sulla via dei peptidi natriuretici.

Farmaci e peptidi natriuretici: come interagiscono?

Alcuni farmaci, come beta-bloccanti e ACE inibitori, riducono indirettamente la produzione degli ormoni cardiaci migliorando la funzione del cuore e diminuendo il carico di lavoro. Altri, come il sacubitril/valsartan e il vericiguat, agiscono direttamente per aumentare la disponibilità e l'efficacia dei peptidi natriuretici, aiutando così il cuore a svolgere meglio la sua funzione di regolazione.

Il futuro della cura dello scompenso cardiaco

La ricerca continua a migliorare la comprensione dello scompenso cardiaco. L'obiettivo è una cardiologia di precisione, cioè terapie personalizzate basate sulle caratteristiche specifiche di ogni paziente. Misurare i livelli dei peptidi natriuretici può aiutare i medici a scegliere e adattare i trattamenti per ottenere i migliori risultati possibili.

In conclusione

Il cuore è molto più di una semplice pompa: è anche una ghiandola che produce ormoni essenziali per mantenere l'equilibrio del corpo. Questa scoperta ha rivoluzionato il modo di diagnosticare e curare lo scompenso cardiaco. Oggi, grazie a terapie mirate e personalizzate, è possibile migliorare la qualità di vita e la prognosi delle persone con questa malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Michele Emdin

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