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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/12/2022 Lettura: ~2 min

Una nuova rete italiana per la malattia di Fabry

Fonte
Congresso SIC 2022.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

È stata creata una nuova rete italiana dedicata alla diagnosi e alla gestione della malattia di Fabry. Questo progetto mira a migliorare il riconoscimento e il trattamento di questa malattia, spesso difficile da diagnosticare e considerata rara. La rete coinvolge diversi centri specializzati distribuiti in tutta Italia, per offrire un supporto più efficace ai pazienti.

Che cos'è la rete italiana per la malattia di Fabry

Durante l’83° congresso della Società Italiana di Cardiologia è stata annunciata la nascita di una rete nazionale dedicata alla malattia di Fabry. Questa rete sarà guidata dal professor Giuseppe Limongelli dell’Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" e dalla dottoressa Elena Biagini del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna.

La rete comprende diversi centri di riferimento distribuiti sul territorio italiano. Questi centri specializzati collaboreranno con i centri periferici, ai quali i pazienti potranno essere inviati per esami diagnostici approfonditi e per iniziare la terapia. Successivamente, i pazienti torneranno ai centri locali per il controllo e il monitoraggio nel tempo, chiamato follow-up.

Obiettivi della rete

  • Migliorare la conoscenza e la diffusione delle informazioni sulla malattia di Fabry.
  • Rafforzare i percorsi per la diagnosi e il trattamento già esistenti.
  • Definire meglio quanti pazienti sono affetti dalla malattia in Italia (epidemiologia).

La malattia di Fabry è tradizionalmente considerata rara, con una frequenza stimata tra 1 persona su 40.000 e 1 su 117.000. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che potrebbe essere più comune di quanto si pensi, perché spesso non viene riconosciuta.

Perché è importante questa rete

  • Il tempo medio per arrivare a una diagnosi può essere molto lungo, fino a 20 anni.
  • Esistono forme della malattia che colpiscono solo il cuore, rendendo la diagnosi ancora più difficile.
  • La terapia sostitutiva, che può rallentare o fermare l’evoluzione della malattia, funziona meglio se iniziata precocemente.

In conclusione

La nuova rete italiana per la malattia di Fabry vuole migliorare la diagnosi e la cura di questa malattia, spesso sottovalutata e difficile da riconoscere. Grazie alla collaborazione tra centri specializzati e locali, si potrà offrire ai pazienti un percorso più efficace e tempestivo, aumentando le possibilità di un trattamento precoce e migliore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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