Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di 266.589 pazienti che erano stati ricoverati per scompenso cardiaco in Giappone, Svezia e Stati Uniti. Hanno osservato come venivano prescritti, usati e interrotti i farmaci raccomandati per questa condizione.
Cosa è emerso sull'uso dei farmaci
- I farmaci più recenti, come dapagliflozin e sacubitril/valsartan, venivano iniziati in media circa 40 giorni dopo il ricovero, quindi più tardi rispetto ad altri farmaci.
- Molti pazienti interrompevano la terapia entro un anno dal ricovero. Le percentuali di interruzione erano:
- 23,5% per dapagliflozin
- 26,4% per sacubitril/valsartan
- 38,4% per ACE inibitori (farmaci che aiutano il cuore e i vasi sanguigni)
- 33,4% per sartani (farmaci simili agli ACE inibitori)
- 25,2% per beta-bloccanti (farmaci che rallentano il battito cardiaco)
- 42,2% per anti-aldosteronici (farmaci che aiutano a eliminare il sale e l'acqua in eccesso)
Uso delle dosi raccomandate
Solo una parte dei pazienti riceveva la dose di farmaco consigliata dalle linee guida:
- 75,7% per dapagliflozin
- 28,2% per sacubitril/valsartan
- 20,1% per ACE inibitori
- 6,7% per sartani
- 7,2% per beta-bloccanti
- 5,1% per anti-aldosteronici
In conclusione
Questo studio mostra che, nella pratica reale, molti pazienti con scompenso cardiaco non iniziano subito i farmaci più nuovi e spesso interrompono le terapie entro un anno. Inoltre, solo una parte di loro riceve la dose raccomandata. Questi dati aiutano a capire meglio come migliorare il trattamento per chi convive con questa condizione.