Che cosa significa lo studio
Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Il cancro e lo scompenso cardiaco condividono alcuni fattori di rischio, cioè condizioni o abitudini che aumentano la probabilità di svilupparli. Inoltre, ci sono meccanismi nel corpo e aspetti genetici comuni tra queste due malattie.
Con il miglioramento delle cure, le persone con scompenso cardiaco vivono più a lungo. Questo potrebbe far aumentare il rischio di cancro, perché semplicemente hanno più tempo per svilupparlo.
Cosa è stato fatto nello studio
Lo studio ha analizzato i dati di oltre 100.000 persone in Danimarca, di età tra 30 e 80 anni, che avevano ricevuto una diagnosi di scompenso cardiaco e non avevano tumori un anno dopo la diagnosi.
Gli anni considerati sono stati dal 1997 al 2016, e si è osservato:
- L'età media dei pazienti e la percentuale di donne sono leggermente diminuite nel tempo.
- Il numero di nuovi casi di cancro a cinque anni dalla diagnosi di scompenso cardiaco è rimasto stabile, intorno a 20 casi ogni 1.000 persone per anno.
- Il rischio di sviluppare un tumore non è cambiato in modo significativo tra il 1997 e il 2016.
- Il rischio assoluto di cancro a cinque anni è rimasto intorno al 9% in tutto il periodo.
- La sopravvivenza a cinque anni dopo la diagnosi di scompenso cardiaco è migliorata molto, passando dal 56% circa al 74%.
Cosa significa per i pazienti
Questi dati indicano che, anche se le persone con scompenso cardiaco vivono più a lungo oggi rispetto a venti anni fa, il rischio di sviluppare un tumore nei primi anni dopo la diagnosi non è aumentato. Questo è un aspetto rassicurante, perché significa che l'aumento della sopravvivenza non è stato accompagnato da un aumento del rischio di cancro a breve termine.
In conclusione
Lo studio danese mostra che, dal 1997 al 2016, il rischio di tumore nei pazienti con scompenso cardiaco è rimasto stabile nei primi anni dopo la diagnosi. Nel frattempo, la sopravvivenza a lungo termine di questi pazienti è migliorata in modo significativo, offrendo una prospettiva più positiva per chi convive con questa condizione.