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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/12/2025 Lettura: ~3 min

L’aritmologia si confronta: innovazioni per curare le aritmie cardiache

Fonte
Martina Nesti, Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, Pisa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Nesti Aggiornato il 02/01/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1326 Sezione: 2

Introduzione

Il Congresso Nazionale AIAC 2025 ha riunito esperti italiani e internazionali per discutere le ultime novità nella cura delle aritmie cardiache. Grazie a nuove tecnologie e alla biologia molecolare, si sta sviluppando un modo sempre più personalizzato e sicuro per trattare queste condizioni.

Il Congresso AIAC 2025

Dal 18 al 20 settembre 2025, a Bologna, si è svolta la 21a edizione del Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC). Questo evento è un momento importante di confronto tra i maggiori esperti di elettrofisiologia e cardiostimolazione, diventando un punto di riferimento per chi si occupa di aritmie in Italia.

L’edizione di quest’anno ha visto una grande partecipazione, con sessioni dedicate a:

  • innovazioni tecnologiche;
  • uso dell’intelligenza artificiale;
  • nuove strategie di ablazione (una procedura per eliminare le aree del cuore che causano aritmie).

È stato molto apprezzato il "Simulation Village", uno spazio dove i medici più giovani hanno potuto esercitarsi con simulatori di interventi elettrofisiologici. Inoltre, per la prima volta sono stati presentati casi clinici complessi in diretta, favorendo un confronto pratico e partecipato tra i centri italiani e internazionali.

La Pulsed Field Ablation (PFA): una nuova tecnica

Uno dei temi più discussi è stata la Pulsed Field Ablation (PFA), una tecnica recente che utilizza impulsi elettrici molto brevi e intensi per eliminare selettivamente le cellule del cuore responsabili delle aritmie, senza danneggiare i tessuti vicini.

I vantaggi della PFA rispetto alle tecniche tradizionali (come la radiofrequenza o la crioablazione) includono:

  • tempi più brevi per completare la procedura e per l’uso di raggi X;
  • maggiore sicurezza, con minori rischi di complicazioni come danni all’esofago o ai nervi;
  • efficacia nel medio termine, con risultati simili o migliori nel prevenire il ritorno delle aritmie;
  • possibili nuove applicazioni per trattare aritmie più complesse, come quelle ventricolari, con risultati preliminari promettenti.

Durante il congresso sono stati anche presentati miglioramenti negli strumenti utilizzati, come elettrocateteri con più sensori e sistemi di navigazione avanzati, che si adattano meglio alle diverse forme del cuore.

Si è sottolineata l’importanza di approfondire la conoscenza di come si forma e guarisce la lesione creata dalla PFA, per capire quanto duri nel tempo.

Il ruolo della genetica nella cura delle aritmie

Un altro argomento importante è stato l’uso dell’analisi genetica per gestire le aritmie cardiache. Grazie allo studio del patrimonio genetico, è possibile:

  • identificare predisposizioni ereditarie a sindromi aritmiche specifiche (come sindrome di Brugada o QT lungo);
  • personalizzare la terapia in base alle caratteristiche genetiche del paziente;
  • sviluppare modelli che prevedono l’esito delle procedure di ablazione integrando dati genetici con informazioni cliniche e immagini del cuore.

Rimangono però alcune sfide, come interpretare varianti genetiche di significato incerto e gestire le implicazioni etiche, soprattutto nel comunicare i rischi ai familiari. Per questo è importante il counseling genetico, cioè un supporto specifico per spiegare e affrontare queste informazioni.

In conclusione

Il Congresso AIAC 2025 ha mostrato come la comunità medica italiana nel campo delle aritmie sia molto attiva e innovativa. Le novità presentate, soprattutto sulla Pulsed Field Ablation e sull’uso della genetica, indicano un futuro in cui la cura delle aritmie sarà sempre più personalizzata, sicura ed efficace. La collaborazione tra ricerca e pratica clinica è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti e la sicurezza degli interventi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Nesti

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