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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/12/2025 Lettura: ~3 min

Presente e futuro dello scompenso cardiaco in Italia

Fonte
Studio BRING-UP 3 presentato alla Convention Nazionale dei Centri Scompenso, Roma, ottobre 2025; pubblicato su rivista internazionale

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/01/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1326 Sezione: 2

Introduzione

Lo scompenso cardiaco è una condizione complessa e in continua evoluzione che rappresenta una sfida importante per la medicina. Recenti studi italiani stanno aiutando a capire meglio come viene gestito questo problema nella pratica quotidiana, con l'obiettivo di migliorare le cure e la qualità della vita dei pazienti.

Che cos'è lo scompenso cardiaco e perché è importante studiarlo

Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica del cuore che rende difficile per questo organo pompare il sangue in modo efficace. È una condizione complessa che cambia nel tempo e richiede terapie e organizzazioni sanitarie aggiornate.

Lo studio BRING-UP 3: cosa ha fatto e cosa ha scoperto

Lo studio BRING-UP 3 è un grande progetto italiano iniziato nel 2023, che coinvolge oltre 180 centri cardiologici e più di 20.000 pazienti con scompenso cardiaco. Lo scopo è osservare come vengono seguite le raccomandazioni internazionali e come si usano le terapie più efficaci nella vita reale.

Caratteristiche dei pazienti coinvolti

  • 5.203 pazienti inclusi nella prima fase, di cui 1.373 ospedalizzati per scompenso acuto e 3.830 seguiti in ambulatorio.
  • La maggior parte aveva la forma con frazione d’eiezione ridotta (HFrEF, 58,4%), cioè una ridotta capacità del cuore di pompare il sangue.
  • L’età media era di 70 anni, con più uomini (78,1%) rispetto alle donne.
  • Le cause principali erano problemi ischemici (ridotto afflusso di sangue al cuore) e altre condizioni come ipertensione, fibrillazione atriale, problemi polmonari e insufficienza renale.

Le terapie utilizzate e i progressi

Le linee guida europee del 2023 raccomandano quattro tipi principali di farmaci per la forma HFrEF:

  • Inibitori del recettore dell’angiotensina e della neprilisina (ARNI)
  • Beta-bloccanti
  • Antagonisti dei recettori mineralcorticoidi (MRA)
  • Inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2-i)

Lo studio ha mostrato un aumento nell’uso di questi farmaci nel tempo, con oltre il 90% dei pazienti che riceveva beta-bloccanti e ARNI, e più dell’80% che assumeva SGLT2-i e MRA. Il 65% dei pazienti con HFrEF seguiva una terapia completa con tutti e quattro i farmaci, migliorando rispetto al passato.

Tuttavia, nonostante la prescrizione, solo una minoranza raggiungeva le dosi raccomandate, il che indica la necessità di migliorare l’ottimizzazione del trattamento.

Altri tipi di scompenso e terapie

Anche i pazienti con forme intermedie o con frazione d’eiezione preservata (HFmrEF e HFpEF) hanno visto un aumento nell’uso degli SGLT2-i e, in alcuni casi, degli ARNI, mostrando un ampliamento dell’approccio terapeutico basato sulle linee guida anche a queste forme.

Prevenzione e innovazioni nella gestione dello scompenso

Una parte importante del progetto BRING-UP 3 è dedicata alla prevenzione, cioè individuare precocemente chi è a rischio di sviluppare scompenso cardiaco. Questo si fa controllando la pressione arteriosa, i livelli di grassi nel sangue e il metabolismo.

Inoltre, la cardiologia moderna sta integrando nuove tecnologie:

  • Intelligenza artificiale per prevedere eventi cardiovascolari.
  • Dispositivi avanzati come defibrillatori indossabili e pompe di supporto cardiaco.
  • Un ruolo sempre più importante per l’infermiere case manager, che aiuta a gestire le terapie e l’assistenza a distanza.

In conclusione

Lo studio BRING-UP 3 offre una fotografia aggiornata della gestione dello scompenso cardiaco in Italia, mostrando progressi importanti nelle terapie e nella prevenzione, ma anche alcune difficoltà da superare. La collaborazione tra medici, ricercatori e operatori sanitari è fondamentale per migliorare continuamente l’efficacia e la qualità delle cure per chi soffre di questa malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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