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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/04/2023 Lettura: ~2 min

Biomarcatori nei pazienti a rischio di scompenso cardiaco: sono utili?

Fonte
Jia, et al. 10.1016/j.jchf.2022.12.005.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come alcuni esami del sangue e ecocardiogrammi possono aiutare a identificare persone a rischio di sviluppare scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Capire questi segnali precoci può aiutare a gestire meglio la salute del cuore.

Che cosa sono i biomarcatori e lo scompenso cardiaco

Biomarcatori sono sostanze misurabili nel sangue che indicano come sta funzionando il cuore. Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficiente, causando sintomi come affaticamento e difficoltà a respirare.

Lo studio sui pazienti a rischio

In uno studio sono stati analizzati 5.324 partecipanti, con un'età media di circa 76 anni, che non avevano ancora una diagnosi di scompenso cardiaco. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • Stadio A: persone senza segni di problemi al cuore.
  • Stadio B: persone con segni precoci di problemi cardiaci, ma senza sintomi evidenti.

Per fare questa classificazione sono stati usati:

  • Valori di NT-proBNP, una sostanza nel sangue che aumenta quando il cuore è sotto stress.
  • Valori di troponina T ad alta sensibilità, un altro indicatore di danno al cuore.
  • Esami ecocardiografici, cioè ecografie del cuore che mostrano la sua struttura e funzione.

Risultati principali

  • Il 81% dei partecipanti è stato classificato come stadio B, cioè con segni precoci di problemi al cuore.
  • Tra questi, circa il 21% è stato classificato così solo perché avevano biomarcatori elevati, anche se l'ecocardiogramma era normale.
  • Le persone con stadio B avevano un rischio circa quattro volte maggiore di sviluppare scompenso cardiaco e un rischio due volte maggiore di morte durante il periodo di osservazione.
  • Sia le alterazioni nei biomarcatori sia quelle nell'ecocardiogramma erano legate a un rischio più alto di scompenso cardiaco.
  • Solo le alterazioni nei biomarcatori erano associate a un rischio più alto di morte.
  • Quando erano presenti alterazioni sia nei biomarcatori sia nell'ecocardiogramma, il rischio di scompenso cardiaco e di morte era il più alto.

In conclusione

I biomarcatori nel sangue possono essere utili per individuare persone a rischio di scompenso cardiaco anche prima che compaiano i sintomi o i segni evidenti all'ecocardiogramma. Questo aiuta a riconoscere chi ha un rischio maggiore di sviluppare problemi seri al cuore e di morte, permettendo una migliore attenzione alla loro salute.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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