Che cosa significa rischio residuo nelle malattie cardiovascolari
Le malattie legate all'aterosclerosi, cioè l'accumulo di grassi nelle arterie, sono la prima causa di morte nel mondo. In Italia, circa un terzo dei decessi è dovuto a problemi cardiaci come l'infarto. Anche se si controllano i fattori di rischio noti, come pressione alta, colesterolo LDL elevato e diabete, molti pazienti hanno ancora un rischio significativo di nuovi eventi cardiovascolari. Questo rischio che rimane nonostante le terapie si chiama rischio residuo.
Perché il rischio residuo persiste
- Oltre ai fattori di rischio già noti, ci sono altri elementi meno conosciuti che possono influenzare la malattia.
- Spesso i farmaci non sono usati alla dose giusta o i pazienti non seguono correttamente le terapie.
- La presenza di altre malattie può complicare il quadro.
- Il rischio residuo deriva da diversi meccanismi nel corpo, come alterazioni dei grassi nel sangue, infiammazione, metabolismo e formazione di coaguli.
Il ruolo del colesterolo LDL e dei trigliceridi
Per anni, la riduzione del colesterolo LDL, spesso chiamato "colesterolo cattivo", è stata la base della prevenzione secondaria, cioè per chi ha già avuto un evento cardiovascolare. Farmaci come le statine, ezetimibe e inibitori PCSK9 hanno migliorato molto i risultati nei pazienti ad alto rischio.
Tuttavia, anche con un buon controllo del colesterolo LDL, il rischio residuo resta alto. Recentemente, i trigliceridi, un altro tipo di grasso nel sangue, sono stati riconosciuti come un importante fattore di rischio aggiuntivo. Livelli elevati di trigliceridi possono danneggiare le arterie in vari modi, aumentando l'infiammazione e la formazione di coaguli.
La nuova terapia con icosapent etile (IPE)
L'icosapent etile (IPE) è un farmaco derivato da un acido grasso omega-3 chiamato EPA, che ha mostrato di poter ridurre il rischio residuo nei pazienti con trigliceridi elevati.
Lo studio REDUCE-IT ha coinvolto oltre 8.000 pazienti con livelli moderati di trigliceridi e malattia cardiovascolare nota o diabete con altri fattori di rischio. Tutti erano già in trattamento con statine. I pazienti hanno ricevuto IPE o un placebo per circa 5 anni.
Risultati principali dello studio
- Il gruppo trattato con IPE ha avuto il 25% in meno di eventi cardiovascolari gravi, come infarto, ictus o morte cardiaca, rispetto al gruppo placebo.
- I pazienti con IPE hanno mostrato una riduzione dei trigliceridi di circa 40 mg/dL.
- L'efficacia del farmaco non dipendeva solo dal livello iniziale di trigliceridi, suggerendo che IPE agisce anche con altri meccanismi, come ridurre l'infiammazione e la formazione di coaguli.
Ulteriori analisi
Analisi successive hanno confermato che IPE è efficace anche in pazienti con storia di infarto o con sindrome coronarica acuta recente, riducendo significativamente il rischio di nuovi eventi e la mortalità cardiovascolare.
Indicazioni attuali e approvazioni
Grazie ai risultati positivi e al buon rapporto costo-beneficio, l'Agenzia Europea per i Medicinali ha approvato l'uso di IPE nei pazienti ad alto rischio con trigliceridi elevati, già in trattamento con statine, e con malattia cardiovascolare o diabete più altri fattori di rischio.
Come integrare la nuova strategia terapeutica
Per affrontare il rischio residuo lipidico, è importante:
- Continuare a controllare il colesterolo LDL secondo gli obiettivi stabiliti.
- Considerare il trattamento con IPE nei pazienti con trigliceridi elevati.
- Adottare un approccio personalizzato e multidisciplinare, che tenga conto di tutti i fattori di rischio e delle condizioni del paziente.
In conclusione
Nonostante le terapie attuali, molti pazienti con malattie cardiovascolari presentano un rischio residuo di nuovi eventi. I trigliceridi elevati rappresentano un importante fattore di questo rischio. L'icosapent etile è una nuova terapia che, aggiunta alle statine, può ridurre significativamente questo rischio residuo, migliorando la prevenzione degli eventi cardiovascolari gravi. Un approccio integrato e personalizzato è fondamentale per ottenere i migliori risultati nella cura dei pazienti con malattie cardiache.