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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/05/2023 Lettura: ~4 min

Consenso sulla gestione dell'amiloidosi cardiaca

Fonte
American College of Cardiology, Consensus Expert Decision Pathway 2023 sull'amiloidosi cardiaca

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1294 Sezione: 2

Introduzione

Questo testo riassume un importante documento pubblicato nel 2023 dall'American College of Cardiology riguardo all'amiloidosi cardiaca, una malattia causata dall'accumulo di proteine anomale nel cuore. Il documento spiega come riconoscere, diagnosticare e gestire questa condizione con l'aiuto di diversi specialisti. L'obiettivo è fornire informazioni chiare e utili per comprendere meglio questa patologia complessa.

Che cos'è l'amiloidosi cardiaca

L'amiloidosi cardiaca è una malattia causata dall'accumulo anomalo di proteine nel cuore. Queste proteine si piegano in modo sbagliato e formano fibre chiamate amiloidi. Le due forme principali sono:

  • Amiloidosi AL: dovuta a proteine chiamate catene leggere prodotte da cellule del sangue anomale.
  • Amiloidosi ATTR: causata dalla proteina transtiretina, che trasporta vitamina A e ormoni tiroidei. Può comparire con l'età (forma wild-type) o a causa di mutazioni genetiche (forma variante).

Coinvolgimento di altri organi e necessità di cure multidisciplinari

L'amiloidosi cardiaca spesso interessa anche altri organi, quindi è importante che diversi medici collaborino per prendersi cura del paziente.

Segni e sintomi dell'amiloidosi cardiaca

I segni nel cuore includono:

  • Aumento dello spessore delle pareti del cuore senza altre cause come ipertensione.
  • Sintomi di insufficienza cardiaca, come affaticamento e gonfiore.
  • Problemi nel rilassamento del cuore (disfunzione diastolica).
  • Fibrillazione atriale e disturbi del ritmo.
  • Aumento di sostanze nel sangue che indicano danno cardiaco (troponine e peptidi natriuretici).

I segni fuori dal cuore possono essere:

  • Sindrome del tunnel carpale (formicolio e dolore alla mano).
  • Problemi alle ossa come stenosi del canale midollare o interventi ortopedici.
  • Perdita di proteine nelle urine (proteinuria).
  • Danni ai nervi (neuropatia).

Alcuni segni sono tipici dell'amiloidosi AL, come lingua ingrossata (macroglossia), lividi intorno agli occhi (porpora periorbitale) e carenza di un fattore della coagulazione (fattore X). Nell'amiloidosi ATTR si possono vedere rotture spontanee del muscolo bicipite e stenosi del canale midollare.

Esami diagnostici

Elettrocardiogramma ed ecocardiogramma

L'elettrocardiogramma può mostrare voltaggi bassi rispetto allo spessore del cuore in circa il 30% dei casi. L'ecocardiogramma evidenzia:

  • Spessore aumentato delle pareti del cuore (pseudoipertrofia).
  • Spessore delle valvole e di altre parti del cuore.
  • Problemi nel rilassamento e dilatazione delle camere cardiache.
  • Riduzione di una misura chiamata "strain longitudinale globale" che valuta la funzione del cuore.

Risonanza magnetica cardiaca

Aiuta a distinguere l'amiloidosi da altre malattie simili mostrando:

  • Aumento del volume tra le cellule (spazio extracellulare).
  • Assorbimento di un mezzo di contrasto in modo caratteristico.

Ricerca della componente monoclonale

Per capire se si tratta di amiloidosi AL, si cercano proteine anomale nel sangue e nelle urine con esami specifici chiamati immunofissazione e dosaggio delle catene leggere libere. Se questi esami sono negativi, si può escludere quasi sicuramente l'amiloidosi AL.

Se almeno uno è positivo, si procede a una biopsia, cioè un prelievo di tessuto, preferibilmente dal grasso intorno all'ombelico, meno invasivo. Se questa è negativa, si può fare una biopsia del cuore o del rene.

Scintigrafia con tracciante osseo

Se non si trova la componente monoclonale e la scintigrafia è fortemente positiva, si può diagnosticare l'amiloidosi ATTR senza bisogno di biopsia. Se la positività è debole, è necessaria una biopsia cardiaca.

Dopo la diagnosi di amiloidosi ATTR, è importante fare un test genetico per distinguere la forma legata all'età da quella ereditaria.

Trattamenti disponibili

  • Tafamidis: farmaco che stabilizza la proteina transtiretina, rallentando la malattia. Riduce mortalità e ricoveri, con pochi effetti collaterali ma costo elevato.
  • Diflunisal: altro stabilizzante meno efficace e più economico, ma con rischi in pazienti con problemi renali, insufficienza cardiaca o sanguinamenti.
  • Altri farmaci come beta-bloccanti, ACE-inibitori e sartani devono essere usati con cautela a causa di possibili effetti collaterali come ipotensione.
  • In caso di fibrillazione atriale, è importante l'anticoagulazione per prevenire trombi, indipendentemente da altri fattori di rischio.
  • Per problemi di conduzione e aritmie, non ci sono ancora raccomandazioni precise per l'uso di dispositivi impiantabili.
  • In presenza di stenosi aortica grave, la sostituzione della valvola può migliorare i sintomi, anche con tecniche meno invasive.
  • Nuove terapie in studio mirano a ridurre la produzione di transtiretina anomala.
  • Il coinvolgimento gastrointestinale può causare disturbi come dolore, stipsi o diarrea e va gestito con l'aiuto di uno specialista.
  • Per l'amiloidosi AL, le opzioni includono trapianto di cellule staminali e farmaci specifici. Il trapianto di cuore può essere considerato in casi selezionati.
  • Il coinvolgimento renale è frequente e si tratta con dieta, diuretici e farmaci per proteggere i reni.

In conclusione

L'amiloidosi cardiaca è una malattia complessa che richiede una diagnosi accurata e un approccio multidisciplinare. Grazie a nuovi esami e terapie, è possibile migliorare la gestione e la qualità di vita dei pazienti. Il documento dell'American College of Cardiology fornisce indicazioni importanti per riconoscere la malattia, distinguere le sue forme e scegliere i trattamenti più adatti, sempre con il supporto di specialisti esperti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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