Il Congresso e il suo significato
Dal 15 al 18 marzo, alla Fortezza da Basso di Firenze, si è svolta la quarantesima edizione del Congresso "Conoscere e Curare il Cuore", noto anche come Congresso di Prati. Dopo alcune variazioni di date dovute alla pandemia, l'evento è tornato alla sua consueta collocazione primaverile, con un numero di partecipanti e espositori pari o superiore a quello degli anni precedenti.
La morte improvvisa nella cardiopatia ischemica
Francesco Prati, presidente del Congresso, ha parlato dei due meccanismi principali che possono causare la morte improvvisa nei pazienti con malattia ischemica del cuore, cioè quando il cuore riceve meno sangue a causa di problemi alle arterie coronarie.
- Il primo meccanismo riguarda l'instabilità delle placche aterosclerotiche, cioè accumuli di grasso e altre sostanze nelle arterie che possono rompersi e causare un blocco improvviso.
- Il secondo meccanismo riguarda la presenza di cicatrici nel muscolo cardiaco (fibrosi), che possono provocare aritmie, cioè battiti irregolari pericolosi.
Studi recenti hanno mostrato che in molti casi di morte improvvisa, le placche nelle arterie sono stabili e quindi la causa potrebbe essere proprio la fibrosi nel cuore. La risonanza magnetica cardiaca è una tecnica importante per individuare questa fibrosi e valutare il rischio di aritmie.
Strategie di prevenzione
Ogni meccanismo richiede un trattamento specifico:
- Per le placche instabili, è importante stabilizzare l'aterosclerosi, cioè prevenire la rottura delle placche.
- Per la fibrosi miocardica, si può considerare l'impianto di un defibrillatore, un dispositivo che aiuta a controllare le aritmie, oppure l'ablazione, una procedura che elimina le aree del cuore responsabili delle aritmie.
I risultati dello studio ISCHEMIA
Leonardo Bolognese ha presentato i dati a lungo termine dello studio ISCHEMIA, che ha confrontato due strategie per trattare la cardiopatia ischemica cronica:
- Una strategia invasiva, che prevede esami approfonditi e interventi come l'angioplastica per aprire le arterie ostruite, oltre alla terapia medica.
- Una strategia conservativa, basata principalmente sulla terapia medica ottimale.
Dopo circa 3 anni, i risultati hanno mostrato che la strategia conservativa non è peggiore di quella invasiva per quanto riguarda gli eventi cardiovascolari complessivi. Tuttavia, la strategia invasiva ha ridotto il rischio di infarti spontanei nel tempo, anche se inizialmente comportava un rischio maggiore di complicazioni durante la procedura.
Lo studio di estensione ISCHEMIA-EXTEND, con un follow-up fino a 7 anni, ha confermato che non ci sono differenze significative nella mortalità totale tra le due strategie. La strategia invasiva ha ridotto la mortalità per cause cardiovascolari, ma ha mostrato un aumento della mortalità per cause non cardiovascolari, un dato che necessita di ulteriori approfondimenti.
Questi risultati possono aiutare i medici a decidere insieme ai pazienti quando è utile aggiungere un trattamento invasivo alla terapia medica.
In conclusione
Il Congresso "Conoscere e Curare il Cuore" ha offerto importanti aggiornamenti sulla prevenzione e il trattamento della morte improvvisa e della cardiopatia ischemica. La ricerca evidenzia due principali cause di morte improvvisa: la rottura delle placche nelle arterie e la fibrosi nel muscolo cardiaco, ognuna con strategie di prevenzione specifiche. Inoltre, studi come ISCHEMIA aiutano a capire meglio quando è utile intervenire con trattamenti invasivi, bilanciando rischi e benefici nel lungo termine.