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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/05/2023 Lettura: ~2 min

Efficacia del monitoraggio invasivo della pressione polmonare nello scompenso

Fonte
ESC HFA Congress 2023 - Brugts JJ et al. Remote haemodynamic monitoring of pulmonary artery pressures in patients with chronic heart failure (MONITOR-HF): a randomised clinical trial. Lancet 2023.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Un recente studio ha valutato un nuovo modo per aiutare le persone con scompenso cardiaco cronico, una condizione che rende difficile respirare e può causare frequenti ricoveri in ospedale. Questo metodo utilizza un piccolo dispositivo impiantato per monitorare la pressione nei polmoni e guidare il trattamento in modo più preciso.

Che cos'è il monitoraggio invasivo della pressione polmonare?

Si tratta di un sistema che misura direttamente la pressione all'interno delle arterie polmonari, cioè i vasi sanguigni che portano il sangue dal cuore ai polmoni. Per farlo, viene impiantato un piccolo dispositivo nel corpo del paziente.

Come è stato condotto lo studio?

Lo studio ha coinvolto 348 persone con scompenso cardiaco cronico che avevano difficoltà a respirare anche con sforzi leggeri (classe NYHA III) e che erano già state ricoverate almeno una volta per questa condizione nell'anno precedente. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • uno ha ricevuto la terapia standard;
  • l'altro ha avuto la terapia guidata dai dati forniti dal dispositivo che misura la pressione polmonare.

Entrambi i gruppi sono stati seguiti per circa 1,8 anni.

Quali sono stati i risultati principali?

  • Il gruppo con il monitoraggio invasivo ha mostrato un miglioramento significativo nella qualità della vita, misurata con un questionario specifico per chi ha problemi cardiaci.
  • Le ospedalizzazioni per scompenso sono state quasi dimezzate in questo gruppo rispetto a chi ha ricevuto la terapia standard.
  • Non ci sono state differenze significative nei tassi di mortalità, né tra chi aveva una ridotta o preservata funzione cardiaca.

Perché questo metodo ha funzionato?

Il beneficio sembra derivare da un uso più efficace dei diuretici, farmaci che aiutano a eliminare i liquidi in eccesso, riducendo così la pressione nei polmoni. Questo è stato confermato anche da livelli più bassi di una sostanza chiamata NT-proBNP, che indica lo stress del cuore.

Sicurezza e tollerabilità

Il dispositivo impiantato si è dimostrato sicuro e ben tollerato dai pazienti, senza effetti collaterali significativi.

In conclusione

Il monitoraggio invasivo della pressione polmonare può migliorare la qualità della vita e ridurre i ricoveri per scompenso cardiaco, grazie a una gestione più precisa della terapia. Questo approccio rappresenta una possibile nuova opzione per chi soffre di scompenso con frequenti riacutizzazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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