Che cosa significa Sindrome Coronarica Cronica (SCC)
La Sindrome Coronarica Cronica riguarda persone con problemi alle arterie del cuore che sono stabili, cioè senza sintomi acuti recenti. Questi pazienti hanno un rischio elevato di eventi come infarti o altri problemi cardiovascolari.
Come si valuta il rischio nei pazienti con SCC
In passato, si cercava soprattutto di capire chi poteva beneficiare di interventi come angioplastiche o chirurgia per migliorare il flusso del sangue al cuore. Oggi, invece, si dà molta importanza a una terapia medica personalizzata che può ridurre gli eventi gravi e la mortalità.
Per valutare il rischio individuale si usano punteggi specifici o si considerano condizioni associate come:
- Malattia aterosclerotica in altre parti del corpo, ad esempio nelle gambe (malattia arteriosa periferica, PAD)
- Diabete
- Riduzione della funzione renale
- Problemi al ventricolo sinistro del cuore, con o senza insufficienza cardiaca
Lo studio COMPASS e l’importanza della terapia medica
Lo studio COMPASS ha dimostrato che l’associazione di due farmaci, l’aspirina (ASA) e il Rivaroxaban a basso dosaggio, riduce significativamente gli eventi cardiovascolari maggiori, soprattutto nei pazienti con rischio più alto. Questo beneficio è stato osservato anche a lungo termine, mentre il rischio di sanguinamenti gravi tendeva a stabilizzarsi o diminuire nel tempo.
Perché è importante valutare la malattia polidistrettuale
La presenza di malattia in più distretti del corpo, come cuore, gambe e cervello, indica un rischio più elevato. L’Indice Braccio-Gamba (ABI) è un esame semplice e non invasivo che misura la pressione alle gambe rispetto alle braccia per identificare la malattia arteriosa periferica, spesso non riconosciuta.
Obiettivi del Progetto MOSAIX
Il Progetto MOSAIX ha coinvolto 30 centri cardiologici italiani per studiare pazienti con SCC in condizioni stabili. Lo scopo era raccogliere dati clinici e misurare l’ABI per capire meglio la diffusione della malattia periferica e il rischio complessivo nella pratica clinica quotidiana.
Risultati principali del Progetto MOSAIX
- Sono stati studiati 1.040 pazienti, per lo più uomini (71%) e con età tra 51 e 84 anni.
- Il 35% aveva il diabete e il 19% era obeso.
- I fattori di rischio più comuni erano l’ipertensione arteriosa e la dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue).
- Una parte significativa di pazienti continuava a fumare.
- Più della metà dei pazienti aveva già subito un intervento per la malattia coronarica.
- Il 18% lamentava problemi di dolore alle gambe durante la camminata (claudicatio), segno di malattia arteriosa periferica clinica.
- Circa il 40% aveva anche malattia cerebrovascolare (problemi ai vasi del cervello).
- Il 15% presentava problemi di funzionamento del cuore, come insufficienza cardiaca.
- L’ABI è stato misurato in 689 pazienti: il 33% aveva valori chiaramente patologici e un ulteriore 5% valori borderline.
- Molti pazienti con malattia periferica non erano stati precedentemente diagnosticati.
- Il 38% dei pazienti presentava malattia in tre distretti: cuore, gambe e cervello.
In conclusione
Il Progetto MOSAIX ha mostrato che molti pazienti con malattia coronarica stabile presentano un rischio elevato di eventi cardiovascolari, spesso dovuto alla presenza di malattia in più parti del corpo. L’uso dell’Indice Braccio-Gamba (ABI) aiuta a identificare chi ha una malattia arteriosa periferica non ancora riconosciuta, migliorando così la valutazione del rischio. Questi dati suggeriscono che molti pazienti potrebbero beneficiare di terapie più mirate e aggressive per prevenire complicazioni future. Il progetto continuerà a studiare come migliorare il trattamento basato su questa stratificazione del rischio.