Cos'è lo scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata?
Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare i bisogni del corpo. Esistono diversi tipi. In quello che i medici chiamano HFpEF (scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata), il cuore si contrae ancora in modo abbastanza normale, ma è diventato più rigido e fatica a riempirsi di sangue tra un battito e l'altro.
Questo tipo di scompenso rappresenta più della metà di tutti i casi. Eppure è ancora difficile da riconoscere, perché i sintomi possono sembrare generici: affaticamento, fiato corto, gambe gonfie.
💡 Cos'è la frazione di eiezione?
La frazione di eiezione è la percentuale di sangue che il cuore espelle a ogni battito. Un valore normale è intorno al 55-65%. Nell'HFpEF questo valore è conservato, cioè il cuore pompa ancora una buona quantità di sangue. Il problema non è la forza della pompa, ma la rigidità del muscolo cardiaco, che non si rilassa abbastanza per riempirsi bene. È come una spugna che non riesce più ad assorbire acqua come prima.
Perché è difficile da diagnosticare?
Le nuove linee guida ACC del 2026 confermano che nessun esame da solo è sufficiente per fare diagnosi. Questo rende il percorso diagnostico più complesso rispetto ad altre malattie cardiache.
Per esempio:
- I peptidi natriuretici (sostanze prodotte dal cuore sotto stress, misurabili con un semplice esame del sangue) possono risultare normali, soprattutto nelle persone in sovrappeso.
- L'ecocardiogramma (un'ecografia del cuore) non mostra alterazioni tipiche e riconoscibili in modo univoco.
- I sintomi si sovrappongono a quelli di altre malattie, come problemi polmonari o renali.
Per questo il medico deve valutare tutto insieme: sintomi, storia clinica, esami del sangue, ecografia e, in alcuni casi, strumenti di punteggio specifici come H₂FPEF, HFA-PEFF e HFpEF-ABA. Si tratta di sistemi di calcolo che aiutano il medico a stimare la probabilità che tu abbia davvero questa condizione, combinando diversi dati clinici.
Il punteggio H₂FPEF è più semplice e sensibile (individua più casi). L'algoritmo HFA-PEFF è più preciso ma può richiedere un'ecografia sotto sforzo o, nei casi dubbi, una valutazione più invasiva della pressione interna al cuore.
⚠️ Sintomi da non ignorare
Se hai uno o più di questi disturbi, parlane subito con il tuo medico:
- Fiato corto durante attività che prima non ti affaticavano
- Gonfiore alle caviglie o alle gambe, soprattutto la sera
- Stanchezza insolita anche a riposo
- Difficoltà a dormire disteso perché ti manca il respiro
- Aumento rapido di peso in pochi giorni (possibile ritenzione di liquidi)
Questi sintomi non significano necessariamente scompenso cardiaco, ma meritano sempre una valutazione medica.
Quali sono le cure più aggiornate?
Le nuove linee guida ACC 2026 indicano un approccio terapeutico più personalizzato. Non esiste una cura uguale per tutti: il trattamento dipende dal tuo profilo clinico, dalle tue altre malattie e dal tuo stile di vita.
Ecco i principali pilastri della terapia attuale:
- Inibitori SGLT2 (farmaci nati per il diabete ma efficaci anche nello scompenso, che aiutano i reni a eliminare glucosio e liquidi in eccesso): sono oggi considerati uno dei trattamenti centrali.
- Antagonisti non steroidei del recettore dei mineralcorticoidi (farmaci che riducono l'effetto di un ormone che può danneggiare il cuore e i reni): anch'essi raccomandati come terapia di base, salvo controindicazioni.
- Semaglutide o tirzepatide (farmaci originariamente usati per il diabete e l'obesità): possono essere utili se il tuo indice di massa corporea (IMC, una misura del peso in relazione all'altezza) è pari o superiore a 30 kg/m². Aiutano a perdere peso, migliorano i sintomi e la capacità di fare attività fisica.
- Sacubitril/valsartan (un farmaco combinato che riduce lo stress sul cuore): può essere particolarmente utile nelle donne e in chi ha una frazione di eiezione leggermente ridotta, sotto il 55-60%. Se non è adatto a te, il medico può valutare un antagonista del recettore dell'angiotensina (un altro tipo di farmaco per il cuore e la pressione), soprattutto in presenza di ipertensione (pressione del sangue elevata).
- Diuretici (farmaci che aumentano la produzione di urina per eliminare i liquidi in eccesso): vengono usati quando c'è congestione, cioè accumulo di liquidi nel corpo, e la dose viene adattata nel tempo.
- Beta-bloccanti (farmaci che rallentano il cuore e riducono la pressione): nell'HFpEF non hanno un beneficio dimostrato in modo specifico. Il medico li prescrive solo se hai altre indicazioni precise, come angina (dolore al petto da ridotto afflusso di sangue al cuore) o fibrillazione atriale (un'alterazione del ritmo cardiaco) da controllare.
✅ Cosa puoi fare ogni giorno
La terapia farmacologica funziona meglio se accompagnata da buone abitudini quotidiane:
- Fai attività fisica regolare, anche leggera: camminare, nuotare o andare in bici, sempre nei limiti indicati dal tuo medico.
- Segui un'alimentazione equilibrata: riduci il sale, i cibi ultra-processati e le bevande zuccherate.
- Mantieni un peso sano: anche una perdita di peso moderata può migliorare i sintomi in modo significativo.
- Preserva la massa muscolare: se stai perdendo peso, assicurati di assumere abbastanza proteine. Chiedi consiglio al tuo medico o a un nutrizionista.
- Monitora il tuo peso ogni mattina: un aumento di oltre 1-2 kg in 2-3 giorni può segnalare ritenzione di liquidi.
- Non smettere mai i farmaci senza parlarne prima con il tuo medico.
Domande utili da fare al tuo medico
Alla prossima visita, potresti chiedere:
- Quali esami mi servono per confermare la diagnosi?
- Quali farmaci sono più adatti al mio caso specifico?
- Devo controllare il peso ogni giorno? Quando devo preoccuparmi?
- Posso fare attività fisica? Quale tipo e per quanto tempo?
- Le mie altre malattie (diabete, ipertensione, obesità) influenzano la cura?
- Con quale frequenza devo fare i controlli?
In sintesi
Lo scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata è una condizione comune ma difficile da riconoscere, perché il cuore sembra pompare normalmente pur essendo in difficoltà. Le nuove linee guida ACC 2026 indicano che diagnosi e cura devono essere personalizzate, tenendo conto di tutte le tue caratteristiche. I trattamenti disponibili oggi sono più efficaci di prima, soprattutto se combinati con uno stile di vita sano. Parla con il tuo medico: intervenire presto fa la differenza.