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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/07/2026 Lettura: ~5 min

Lipoproteina(a): la nuova terapia che può cambiare la prevenzione cardiaca

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 907 Sezione: 7

Abstract

Hai mai sentito parlare della lipoproteina(a)? È un fattore di rischio per il cuore che dipende principalmente dai tuoi geni, e fino a poco tempo fa era quasi impossibile trattarlo. Oggi, grazie a una nuova terapia pubblicata sul prestigioso New England Journal of Medicine, le cose potrebbero cambiare. In questo articolo ti spieghiamo cos'è la lipoproteina(a), perché è importante misurarla e cosa ci dicono i risultati di questo studio innovativo.

Cos'è la lipoproteina(a) e perché è importante

La lipoproteina(a), spesso chiamata Lp(a), è una particella che trasporta i grassi nel sangue. È simile al colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo"), ma ha caratteristiche particolari che la rendono più pericolosa.

La sua concentrazione nel sangue dipende quasi interamente dai tuoi geni: la erediti dai tuoi genitori e rimane sostanzialmente stabile per tutta la vita.

Livelli elevati di Lp(a) sono associati a un rischio maggiore di:

  • Infarto miocardico (l'infarto del cuore)
  • Ictus ischemico (quando un'arteria del cervello si ostruisce)
  • Stenosi aortica calcifica (il restringimento della valvola aortica del cuore per accumulo di calcio)
  • Aterosclerosi precoce (l'indurimento e il restringimento delle arterie che si sviluppa prima del normale)

💡 Come agisce la Lp(a) nel tuo corpo?

La lipoproteina(a) non è solo un segnale di rischio: partecipa attivamente ai processi che danneggiano le arterie. In particolare:

  • Favorisce l'aterosclerosi, cioè l'accumulo di placche nelle pareti delle arterie
  • Alimenta l'infiammazione vascolare, che indebolisce i vasi sanguigni
  • Promuove la calcificazione valvolare, cioè il deposito di calcio sulle valvole del cuore

Per questo ridurre la Lp(a) potrebbe tradursi in una reale protezione per il tuo cuore e le tue arterie.

Il problema: fino a oggi non esisteva una cura efficace

Per anni, la Lp(a) è stata considerata un fattore di rischio non modificabile: sapevi di averla alta, ma non potevi fare molto.

Le statine (i farmaci più usati per abbassare il colesterolo) hanno un effetto minimo sulla Lp(a). In alcuni casi possono addirittura aumentarla leggermente.

Gli altri farmaci disponibili producono riduzioni troppo piccole per fare davvero la differenza.

Ecco perché la ricerca si è concentrata su un approccio completamente nuovo.

La svolta: la terapia con RNA interferente

Lo studio KRAKEN trial, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2025, ha testato una nuova molecola basata sulla tecnologia dell'RNA interferente.

Ma cosa significa RNA interferente? È una tecnica che agisce direttamente all'interno delle cellule del fegato, bloccando la produzione della lipoproteina(a) alla fonte. Invece di cercare di eliminare la Lp(a) già presente nel sangue, impedisce che venga prodotta in eccesso.

I risultati sono stati molto incoraggianti:

  • La terapia ha ridotto i livelli di Lp(a) in modo molto pronunciato
  • L'effetto si è mantenuto per diversi mesi dopo una singola somministrazione
  • Per la prima volta, un fattore di rischio genetico considerato "intoccabile" diventa un vero bersaglio terapeutico

💡 Cos'è l'RNA interferente?

Il nostro corpo usa l'RNA come messaggero: porta le istruzioni dal DNA alle cellule per produrre proteine. L'RNA interferente è una piccola molecola artificiale che intercetta questo messaggio e lo blocca prima che arrivi a destinazione. In questo caso, blocca le istruzioni per produrre la lipoproteina(a) nel fegato. Il risultato è che il fegato smette di produrne in eccesso. È una tecnologia molto precisa, che agisce su un bersaglio specifico senza interferire con altri processi dell'organismo.

Cosa manca ancora: i grandi studi sugli eventi cardiovascolari

I risultati di questo studio sono promettenti, ma c'è ancora una domanda fondamentale senza risposta: abbassare la Lp(a) riduce davvero gli infarti e gli ictus?

Per rispondere servono i cosiddetti trial di outcome (studi clinici di grandi dimensioni che misurano quante persone hanno un infarto, un ictus o muoiono per cause cardiovascolari). Questi studi sono attualmente in corso.

Nel frattempo, questo studio rappresenta un passo importante verso una medicina personalizzata: un approccio in cui la prevenzione non si basa solo su colesterolo e pressione, ma anche sulle tue caratteristiche genetiche individuali.

✅ Cosa puoi fare adesso

  • Chiedi al tuo medico di misurare la tua Lp(a): basta un semplice esame del sangue
  • Fallo soprattutto se hai familiari che hanno avuto infarti o ictus in giovane età
  • Ricorda che la Lp(a) si misura una sola volta nella vita: il valore rimane stabile nel tempo
  • Se il valore è elevato, non allarmarti: il tuo medico valuterà il rischio complessivo e le opzioni disponibili
  • Continua a seguire uno stile di vita sano: anche se non abbassa direttamente la Lp(a), riduce gli altri fattori di rischio cardiovascolare

⚠️ Quando parlarne con il medico

Considera di chiedere la misurazione della Lp(a) se:

  • Hai avuto un infarto o un ictus senza una causa apparente
  • Hai familiari stretti (genitori, fratelli) con malattie cardiovascolari insorte prima dei 55 anni negli uomini o dei 65 anni nelle donne
  • Hai già il colesterolo alto o altri fattori di rischio cardiovascolare
  • Il tuo medico ha rilevato placche nelle arterie nonostante uno stile di vita sano

In sintesi

La lipoproteina(a) è un importante fattore di rischio cardiovascolare di origine genetica, che fino a oggi era quasi impossibile trattare. Lo studio KRAKEN trial ha dimostrato che una nuova terapia basata sull'RNA interferente riesce a ridurne i livelli in modo significativo e duraturo. Siamo di fronte a una svolta nella prevenzione cardiovascolare personalizzata. Se studi più grandi confermeranno che questa riduzione si traduce in meno infarti e ictus, avremo finalmente un'arma efficace contro un rischio che prima sembrava impossibile da combattere. Nel frattempo, chiedi al tuo medico se è il caso di misurare la tua Lp(a).

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo
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