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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/07/2026 Lettura: ~5 min

Obesità in Inghilterra: quasi un adulto su tre. Le disuguaglianze contano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 907 Sezione: 7

Abstract

Sapevi che in Inghilterra quasi una persona adulta su tre convive oggi con l'obesità? Un grande studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet ha analizzato i dati di salute di oltre 54 milioni di adulti tra il 2019 e il 2025. I risultati mostrano che l'obesità è in aumento, ma non colpisce tutti allo stesso modo: chi vive in condizioni economiche più difficili è esposto a un rischio significativamente più alto. In questo articolo ti spieghiamo cosa emerge da questa ricerca e perché è importante anche per te.

Cos'è l'obesità e come viene misurata

L'obesità è una condizione in cui il peso corporeo è così elevato da poter danneggiare la salute. Per identificarla, i medici usano il BMI (Indice di Massa Corporea, un calcolo che mette in relazione il peso con l'altezza). Si parla di obesità quando il BMI è pari o superiore a 30 kg/m².

Per capire se il tuo BMI rientra in questa fascia, puoi chiedere al tuo medico di calcolarlo insieme a te durante la prossima visita.

💡 Come si calcola il BMI?

Il BMI si ottiene dividendo il tuo peso in chilogrammi per il quadrato della tua altezza in metri. Per esempio: se pesi 80 kg e sei alto 1,70 m, il tuo BMI è 80 ÷ (1,70 × 1,70) = 27,7.

  • Sotto 18,5: sottopeso
  • 18,5 – 24,9: peso normale
  • 25 – 29,9: sovrappeso
  • 30 o più: obesità

Il BMI è uno strumento utile, ma non racconta tutto. Il tuo medico può valutare la tua situazione in modo più completo.

I numeri dello studio: cosa è emerso

Lo studio, firmato da Fletcher RA e colleghi e pubblicato su Lancet nel 2026, ha analizzato i dati sanitari anonimi di 54.892.390 adulti inglesi tra i 18 e i 99 anni.

Tra il 2019 e il 2025, oltre 4 milioni di persone hanno ricevuto per la prima volta una diagnosi di obesità. La prevalenza (cioè la percentuale di persone con obesità in un dato momento) è passata dal 26,3% nel 2019 al 30,3% nel 2025. Significa che oggi quasi un adulto su tre in Inghilterra vive con l'obesità.

L'incidenza (cioè quante nuove persone sviluppano obesità ogni anno) è aumentata del 4% nel periodo studiato. Gli aumenti più forti si sono visti nei giovani adulti tra i 20 e i 39 anni.

Chi è più colpito: le disuguaglianze sociali fanno la differenza

Uno dei dati più importanti di questo studio riguarda le disuguaglianze socioeconomiche (le differenze di salute legate al reddito, all'istruzione e alle condizioni di vita).

Chi vive in aree più povere o svantaggiate ha un rischio di sviluppare obesità 35% più alto rispetto a chi vive in condizioni più agiate. Questo divario è ancora più marcato nelle donne: per le donne nelle aree più deprivate il rischio è addirittura 54% più alto.

Guardando i dati per etnia, le donne asiatiche nelle aree più svantaggiate mostrano il divario più ampio: il loro rischio è quasi il doppio rispetto alle donne asiatiche nelle aree più ricche.

Anche la variazione geografica è enorme: la prevalenza dell'obesità va dall'8,5% nelle aree meno colpite fino al 48,1% in quelle più colpite.

💡 Perché le condizioni sociali influenzano il peso?

Non si tratta solo di scelte personali. Chi vive in condizioni economiche difficili spesso ha meno accesso a cibo fresco e sano, meno tempo per fare attività fisica, più stress cronico e meno opportunità di cure preventive. Questi fattori si sommano nel tempo e aumentano il rischio di obesità. Riconoscere questo non significa rassegnarsi: significa capire che la salute dipende anche dal contesto in cui viviamo, e che chiedere supporto al proprio medico è sempre il primo passo giusto.

Cosa è cambiato dopo la pandemia da COVID-19

Lo studio evidenzia che le disuguaglianze si sono ampliate dopo la pandemia da COVID-19. Il periodo tra il 2019 e il 2025 ha incluso anni di grandi cambiamenti nelle abitudini di vita, nel lavoro e nell'accesso ai servizi sanitari. Tutto questo ha avuto un impatto maggiore sulle persone già in difficoltà.

I giovani adulti tra i 20 e i 39 anni sono stati tra i più colpiti dall'aumento dell'incidenza. Questo è un segnale importante: l'obesità non è solo una questione legata all'età avanzata.

✅ Cosa puoi fare concretamente

  • Parla con il tuo medico del tuo peso e del tuo BMI, anche se ti senti bene.
  • Non aspettare sintomi: l'obesità spesso non fa male all'inizio, ma aumenta il rischio di molte malattie nel tempo.
  • Piccoli cambiamenti contano: anche una modesta riduzione del peso può migliorare la salute cardiovascolare e metabolica.
  • Chiedi supporto: il tuo medico può indirizzarti verso un dietista, un programma di attività fisica o altri specialisti.
  • Non colpevolizzarti: il peso dipende da molti fattori, non solo dalla forza di volontà. Affrontarlo insieme a un professionista è più efficace.

⚠️ Segnali a cui prestare attenzione

Se hai un BMI pari o superiore a 30, o se noti questi segnali, parlane con il tuo medico:

  • Affaticamento frequente anche dopo piccoli sforzi
  • Fiato corto (difficoltà a respirare) durante attività quotidiane
  • Dolori alle articolazioni, soprattutto a ginocchia e schiena
  • Russamento notturno o sonno disturbato
  • Aumento rapido del peso negli ultimi mesi

Questi sintomi non significano necessariamente che qualcosa vada storto, ma meritano una valutazione medica.

In sintesi

Secondo uno studio su oltre 54 milioni di adulti in Inghilterra, quasi una persona su tre convive oggi con l'obesità, e il numero è in crescita. I giovani adulti e le persone in condizioni socioeconomiche più difficili sono i più colpiti. Le disuguaglianze si sono ampliate dopo la pandemia. Se hai dubbi sul tuo peso o sul tuo BMI, il primo passo è sempre parlarne con il tuo medico: non sei solo in questo percorso.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò
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