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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/12/2025 Lettura: ~2 min

Stent coronarici di seconda generazione e rischio nei pazienti con diabete: nuove evidenze da un’analisi nazionale

Fonte
Santos-Pardo I et al. Diabetes Care. 2025. doi:10.2337/dc25-1624.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 02/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Un recente studio nazionale svedese ha esaminato come il diabete influenzi il rischio di problemi legati agli stent coronarici di seconda generazione, dispositivi usati per mantenere aperte le arterie del cuore. I risultati aiutano a capire meglio le differenze tra persone con e senza diabete riguardo a queste complicanze.

Che cosa sono gli stent coronarici di seconda generazione

Gli stent coronarici sono piccoli tubi metallici inseriti nelle arterie del cuore per mantenerle aperte quando si restringono a causa di accumuli di grasso o altri problemi. Gli stent di seconda generazione sono dispositivi più recenti che rilasciano farmaci per prevenire la chiusura precoce dell’arteria.

Obiettivo dello studio

Lo studio ha voluto capire se le persone con diabete abbiano un rischio maggiore di fallimento dello stent, cioè quando lo stent si chiude di nuovo (restenosi) o si forma un coagulo al suo interno (trombosi), rispetto a chi non ha il diabete.

Come è stato condotto lo studio

Sono stati analizzati i dati di 160.523 pazienti in Svezia, trattati con stent di seconda generazione tra il 2010 e il 2020. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi:

  • 2.406 con diabete di tipo 1
  • 43.377 con diabete di tipo 2
  • 114.740 senza diabete

L’età media e la maggioranza maschile riflettevano quella tipica delle persone con problemi coronarici.

Risultati principali

Durante un periodo medio di 4,5 anni, si sono verificati 5.510 casi di fallimento dello stent. Nonostante i miglioramenti tecnologici, queste complicanze rimangono importanti.

Le analisi statistiche hanno mostrato che il rischio di fallimento dello stent è significativamente più alto nelle persone con diabete rispetto a chi non ha il diabete:

  • Nel diabete di tipo 1, il rischio era più che doppio (hazard ratio 2,28), cioè più del doppio rispetto ai non diabetici.
  • Nel diabete di tipo 2, il rischio era aumentato del 35% (hazard ratio 1,35).

Questi risultati sono rimasti validi anche considerando altri fattori come la mortalità e dati mancanti.

Componenti del fallimento dello stent

Entrambi i problemi principali, cioè la restenosi intra-stent (la chiusura dell’arteria dentro lo stent) e la trombosi dello stent (la formazione di coaguli), hanno contribuito all’aumento del rischio nelle persone con diabete.

In conclusione

Questo studio conferma che il diabete è un fattore importante che aumenta il rischio di complicanze anche con gli stent coronarici più moderni. È quindi fondamentale continuare a monitorare attentamente i pazienti con diabete che ricevono questi dispositivi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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