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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/02/2026 Lettura: ~2 min

GLP-1 e SGLT2 come terapie aggiuntive all’insulina nel diabete tipo 1: benefici modesti e attenzione alla chetoacidosi

Fonte
Abdel-Rahman SM et al. 2026. Diabetes Obes Metab. doi: 10.1111/dom.70506.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 27/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro i risultati di uno studio che ha valutato due tipi di farmaci usati insieme all'insulina nelle persone con diabete di tipo 1. Si parla dei benefici che questi farmaci possono portare e dei possibili rischi, in particolare di una condizione chiamata chetoacidosi. L'obiettivo è aiutare a capire meglio questi trattamenti in modo semplice e rassicurante.

Che cosa sono i farmaci GLP-1 e SGLT2

I farmaci chiamati GLP-1 agonisti e inibitori SGLT2 sono usati per migliorare il controllo del diabete. Vengono aggiunti all'insulina per aiutare a gestire meglio la glicemia, cioè il livello di zucchero nel sangue.

Risultati principali dello studio

Una revisione di 90 studi ha mostrato che:

  • GLP-1 agonisti migliorano leggermente il controllo dello zucchero nel sangue, con una riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) di circa 0,56%. Questo valore indica un miglior controllo glicemico nel tempo.
  • Questi farmaci aumentano il tempo in cui la glicemia rimane nel range desiderato (time-in-range, TIR).
  • Si osserva una riduzione della quantità di insulina necessaria, sia totale che basale (quella di base).
  • Aiutano a perdere peso, con una media di circa 3,6 kg e una diminuzione dell'indice di massa corporea (BMI) di 1,05 kg/m².
  • Gli effetti collaterali più comuni sono problemi gastrointestinali, mentre eventi gravi come ipoglicemie severe o chetoacidosi sono rari.
  • I benefici per i reni e il cuore sono neutri, cioè non peggiorano né migliorano significativamente.

Per gli inibitori SGLT2 invece:

  • Si osserva una riduzione significativa dell'HbA1c di circa 0,38%.
  • Aumento del tempo in cui la glicemia resta nel range desiderato (+8,6%).
  • Riduzione del fabbisogno insulinico di circa 4,7 unità al giorno.
  • Perdita di peso media di 2,5 kg e diminuzione del BMI di 0,82 kg/m².
  • L'ipoglicemia grave è rara, ma c'è un aumento del rischio di chetoacidosi diabetica (DKA), una condizione seria che richiede attenzione.
  • I parametri renali rimangono stabili o migliorano, e gli eventi cardiovascolari sono rari.

Considerazioni sulla sicurezza

Entrambi i farmaci mostrano benefici moderati, ma è importante bilanciare questi vantaggi con i rischi specifici, soprattutto per gli inibitori SGLT2, che possono aumentare il rischio di chetoacidosi. Questa condizione si verifica quando il corpo produce troppi acidi chiamati chetoni, e può essere pericolosa se non riconosciuta e trattata in tempo.

In generale, la mortalità e le ospedalizzazioni legate a questi farmaci sono poco frequenti.

In conclusione

L'aggiunta di farmaci GLP-1 agonisti o inibitori SGLT2 all'insulina nel diabete di tipo 1 può offrire piccoli miglioramenti nel controllo dello zucchero nel sangue e nella perdita di peso. Tuttavia, è fondamentale considerare con attenzione i possibili effetti collaterali, in particolare il rischio aumentato di chetoacidosi con gli inibitori SGLT2. Questi dati aiutano a capire meglio come usare questi farmaci in modo sicuro ed efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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