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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/04/2010 Lettura: ~3 min

Limite di velocità... 70 bpm

Fonte
Studio BEAUTIFUL (Morbidity-Mortality Evaluation of the If Inhibitor Ivabradine in Patients with Coronary Artery Disease and Left Ventricular Dysfunction), pubblicato su Lancet.

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 6 Sezione: 2

Introduzione

La frequenza cardiaca, cioè il numero di battiti del cuore al minuto, è un dato importante per la salute del cuore. Studi recenti mostrano che mantenere la frequenza cardiaca sotto un certo valore può aiutare a ridurre il rischio di problemi cardiaci, specialmente nelle persone con malattie coronariche stabili. Questo testo spiega perché è importante controllare la frequenza cardiaca e come alcuni trattamenti possono aiutare.

Che cosa significa la frequenza cardiaca per la salute del cuore

La frequenza cardiaca è una delle funzioni vitali del nostro corpo, insieme alla temperatura, alla pressione del sangue e al respiro. Negli ultimi anni, molte ricerche hanno mostrato che una frequenza cardiaca elevata a riposo può aumentare il rischio di morte, proprio come l'ipertensione o una scarsa funzione del cuore e dei polmoni.

Questo rischio è ancora più alto nelle persone con malattia coronarica, cioè problemi alle arterie che portano sangue al cuore. Una frequenza cardiaca alta può causare:

  • Maggiore consumo di ossigeno da parte del cuore.
  • Aumento dell'area danneggiata in caso di infarto.
  • Maggiore instabilità delle placche nelle arterie, che può portare a eventi cardiaci improvvisi.

La frequenza cardiaca come indicatore di rischio

Il trial BEAUTIFUL è uno studio importante che ha coinvolto oltre 10.000 pazienti con malattia coronarica stabile. Ha dimostrato che una frequenza cardiaca a riposo superiore a 70 battiti al minuto (70 bpm) è associata a un aumento significativo del rischio di:

  • Morte per cause cardiovascolari (+34%).
  • Ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca (+53%).
  • Infarto miocardico (+46%).
  • Interventi per migliorare il flusso sanguigno al cuore (+38%).

Il ruolo dell'ivabradina nella riduzione della frequenza cardiaca

L'ivabradina è un farmaco che riduce la frequenza cardiaca in modo selettivo, senza influenzare la forza o il ritmo del battito cardiaco. Nel trial BEAUTIFUL, i pazienti che hanno assunto ivabradina oltre alla terapia standard hanno avuto:

  • Una riduzione del 36% dei ricoveri per infarto.
  • Una riduzione del 30% della necessità di interventi per migliorare il flusso sanguigno.

Questo dimostra che abbassare la frequenza cardiaca può proteggere il cuore da eventi ischemici (cioè da danni causati dalla mancanza di ossigeno).

Perché è importante controllare la frequenza cardiaca

Molti pazienti con malattia coronarica e disfunzione del ventricolo sinistro (una parte importante del cuore) hanno una frequenza cardiaca superiore a 70 bpm, anche se assumono farmaci come i beta-bloccanti, che sono già utili per proteggere il cuore.

Per questo motivo, la frequenza cardiaca dovrebbe essere considerata un marcatore importante per valutare il rischio e un obiettivo da controllare con la terapia. Quando la frequenza supera i 70 bpm, è utile ottimizzare il trattamento, ad esempio aggiungendo ivabradina, per ridurre il rischio di eventi cardiaci.

In conclusione

Mantenere la frequenza cardiaca sotto i 70 battiti al minuto è un obiettivo importante per ridurre il rischio di problemi cardiaci nelle persone con malattia coronarica stabile. L'uso di farmaci come l'ivabradina, in aggiunta alla terapia standard, può aiutare a raggiungere questo obiettivo e a proteggere il cuore da eventi gravi come l'infarto.

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