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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/04/2010 Lettura: ~3 min

Il trattamento precoce dell’ipertensione arteriosa polmonare è importante

Fonte
Studio EARLY pubblicato su The Lancet, a cura di Nazzareno Galiè e Alessandra Manes, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Policlinico S.Orsola Malpighi

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 8 Sezione: 2

Introduzione

L’ipertensione arteriosa polmonare è una malattia seria che colpisce i polmoni e il cuore. Recenti studi mostrano che iniziare il trattamento nelle fasi iniziali, anche quando i sintomi sono lievi, può rallentare la malattia e migliorare la qualità della vita. È importante conoscere queste novità per gestire al meglio la condizione.

Che cos’è l’ipertensione arteriosa polmonare?

L’ipertensione arteriosa polmonare è una malattia in cui la pressione del sangue nelle arterie dei polmoni è troppo alta. Questo rende più difficile per il cuore pompare il sangue attraverso i polmoni, causando affaticamento e altri problemi.

Come è cambiato il trattamento negli ultimi anni

In passato, le opzioni per curare questa malattia erano poche e complesse. Oggi, invece, ci sono diversi farmaci approvati che aiutano a migliorare i sintomi e a rallentare la progressione della malattia. Tuttavia, questa condizione rimane cronica e non si può guarire completamente.

Perché è importante trattare precocemente

  • La malattia tende a peggiorare nel tempo, anche se i sintomi iniziali sono lievi.
  • Trattare presto può rallentare il danno al cuore e ai polmoni.
  • Può prolungare il periodo in cui la persona si sente bene e mantiene una buona capacità fisica.

Per questo motivo, si è iniziato a cercare la malattia in persone a rischio, come chi ha altre malattie come la sclerodermia o l’infezione da HIV, per intervenire prima possibile.

Lo studio EARLY e i suoi risultati

Lo studio EARLY ha coinvolto 184 pazienti con ipertensione arteriosa polmonare in una fase iniziale, chiamata classe funzionale WHO II, cioè con sintomi lievi. Questi pazienti sono stati trattati con un farmaco chiamato bosentan o con un placebo (una sostanza senza effetto).

Dopo sei mesi, chi aveva ricevuto il placebo ha mostrato un peggioramento della malattia, mentre chi ha preso bosentan ha avuto:

  • Una significativa riduzione della pressione nelle arterie polmonari.
  • Un ritardo nel peggioramento clinico, cioè un tempo più lungo prima che la malattia progredisse o si manifestassero eventi gravi come ricoveri o peggioramento dei sintomi.

Questi risultati mostrano che il trattamento precoce con bosentan è efficace anche quando i sintomi sono ancora lievi.

Implicazioni per la cura

Grazie a questi dati, le autorità sanitarie hanno esteso l’uso di bosentan anche ai pazienti con sintomi lievi. La gestione dell’ipertensione arteriosa polmonare oggi include:

  • Diagnosi precoce, soprattutto nelle persone a rischio.
  • Valutazione accurata della gravità della malattia.
  • Inizio tempestivo delle terapie mirate.
  • Controlli regolari per verificare l’efficacia del trattamento.
  • Possibilità di combinare più terapie o ricorrere a interventi come la settostomia atriale o il trapianto di polmone nei casi più gravi.

In conclusione

Trattare l’ipertensione arteriosa polmonare nelle fasi iniziali, anche quando i sintomi sono lievi, può rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita. Lo studio EARLY ha dimostrato che il farmaco bosentan è efficace in questo stadio, confermando l’importanza di una diagnosi e un trattamento precoci.

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