Che cosa succede al cuore e ai vasi sanguigni con l'uso di droghe
L'abuso di droghe può portare a diverse complicazioni per il cuore e il sistema circolatorio. Le principali sono:
- Infarto miocardico acuto (un attacco di cuore improvviso)
- Sindrome coronarica (problemi alle arterie del cuore)
- Ictus ischemico ed emorragico (problemi al cervello causati da blocchi o rotture dei vasi sanguigni)
- Crisi ipertensive (aumenti molto alti della pressione sanguigna)
In particolare, l'uso di cocaina è collegato a molte malattie del cuore, come infarti, problemi alle arterie principali, ingrossamento del cuore, aritmie (battiti irregolari), morte improvvisa e danni al muscolo cardiaco. Le anfetamine (come ecstasy, speed, ice) causano effetti simili.
L'uso di eroina e altri oppiacei può provocare aritmie, accumulo di liquidi nei polmoni non dovuto a problemi cardiaci e riduzione della capacità del cuore di pompare sangue. Le complicazioni sono meno frequenti con la marijuana, anche se l'uso prolungato può causare problemi alla memoria e al pensiero.
Come si valuta e si tratta il dolore al petto legato all'uso di cocaina
Quando si ha dolore al petto dopo aver usato cocaina, solo una piccola parte dei casi è dovuta a un infarto vero e proprio (tra lo 0,7% e il 6%). Per questo è importante valutare il rischio con esami come l'elettrocardiogramma e il dosaggio di una proteina chiamata troponina, e osservare i pazienti per 9-12 ore se il rischio è basso o medio.
Il trattamento dell'ischemia (ridotto apporto di sangue al cuore) causata dalla cocaina prevede:
- Somministrazione precoce di benzodiazepine per calmare il sistema nervoso
- Controllo attento della tachicardia (battito accelerato) e della pressione alta
- Se la sedazione non basta, uso di farmaci come nitroprussiato, nitroglicerina o fentolamina per abbassare la pressione
- Utilizzo di aspirina e altri farmaci che prevengono la formazione di coaguli, se non ci sono controindicazioni
Non si consiglia l'uso immediato di beta-bloccanti perché possono peggiorare la situazione causando restringimento dei vasi sanguigni. I calcio-antagonisti sono invece considerati sicuri in questa fase.
Le aritmie che si manifestano subito dopo l'assunzione di cocaina possono essere trattate con bicarbonato di sodio. L'uso di lidocaina può essere rischioso perché può scatenare crisi epilettiche o peggiorare le aritmie, secondo studi sperimentali. Le aritmie che compaiono più tardi possono essere trattate con le terapie standard, incluso l'uso di lidocaina.
In caso di abuso di cocaina, la trombolisi (terapia per sciogliere i coaguli) deve essere evitata se ci sono condizioni come pressione molto alta, crisi epilettiche, emorragie cerebrali o rottura dell'aorta.
Ictus e altre complicazioni cerebrali legate alle droghe
Quasi tutte le sostanze stupefacenti, come cocaina, anfetamine, oppiacei e marijuana, possono aumentare il rischio di ictus. Non esiste una cura specifica, ma alcuni studi su animali e persone hanno mostrato che i calcio-antagonisti possono migliorare la circolazione cerebrale.
La cocaina favorisce la formazione di coaguli attraverso vari meccanismi, e l'uso dell'aspirina può aiutare a migliorare il flusso di sangue nel cervello.
Una condizione chiamata "reversible cerebral vasoconstriction syndrome" (RCVS), spesso causata dall'uso di cannabis, anfetamine e cocaina, si manifesta con forti mal di testa e sintomi neurologici. Questa sindrome si risolve spontaneamente in 1-3 mesi e può essere alleviata con farmaci come la nimodipina.
Importanza del rischio combinato
Spesso le persone usano insieme cannabinoidi, stimolanti (anfetamine e cocaina) e alcol. Questo aumenta molto di più il rischio di problemi al cuore e al cervello rispetto all'uso di una sola sostanza.
In conclusione
L'abuso di droghe può causare gravi problemi al cuore e al cervello, tra cui infarti, ictus e crisi di pressione alta. La valutazione attenta e il trattamento mirato sono fondamentali per gestire queste situazioni. L'uso combinato di più sostanze aumenta significativamente i rischi per la salute cardiovascolare e cerebrale.