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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/04/2010 Lettura: ~3 min

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A cura di: Valerio Sanguigni, Dipartimento di Medicina Interna Università di Roma “Tor Vergata”

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 12 Sezione: 2

Introduzione

Il sistema renina-angiotensina è molto importante per la salute del cuore e dei reni. Esistono farmaci chiamati ACE-inibitori che agiscono su questo sistema per ridurre il rischio di problemi cardiovascolari. Tuttavia, non tutti gli ACE-inibitori sono uguali: hanno caratteristiche diverse che possono influenzare la scelta del farmaco più adatto. In questo testo spieghiamo in modo semplice come funzionano e perché alcune differenze sono importanti.

Che cos'è il sistema renina-angiotensina (SRA)?

Il SRA è un sistema del nostro corpo che regola la pressione del sangue e il funzionamento dei reni. Esso agisce sia a breve termine, influenzando la pressione, sia a lungo termine, con effetti sui tessuti del cuore e dei vasi sanguigni.

Ruolo dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE)

L'enzima ACE ha due funzioni principali:

  • trasforma una sostanza chiamata angiotensina I in angiotensina II, che aumenta la pressione sanguigna e può danneggiare i vasi;
  • degrada la bradichinina, una sostanza che protegge il cuore e i vasi sanguigni.

La bradichinina aiuta a dilatare i vasi sanguigni, aumenta la produzione di ossido nitrico (una molecola benefica per i vasi), e protegge le cellule dai danni.

Perché bloccare l'enzima ACE?

Bloccare l'enzima ACE con gli ACE-inibitori aiuta a:

  • ridurre la produzione di angiotensina II, diminuendo la pressione e i danni ai vasi;
  • mantenere livelli più alti di bradichinina, favorendo la protezione del cuore e dei vasi.

Questi effetti contribuiscono a prevenire l'aterosclerosi, cioè l'indurimento e il danneggiamento delle arterie.

Differenze tra gli ACE-inibitori

Non tutti gli ACE-inibitori agiscono allo stesso modo. Alcuni, come il perindopril, hanno una maggiore capacità di mantenere alta la bradichinina, offrendo così una protezione migliore al cuore e ai vasi sanguigni, oltre a ridurre la pressione.

Studi clinici hanno dimostrato che il perindopril può ridurre il rischio di eventi cardiaci anche quando la sua azione sulla pressione è modesta, suggerendo che i benefici derivano anche da altri meccanismi.

Risultati importanti degli studi clinici

  • Lo studio EUROPA ha mostrato che il perindopril riduce del 20% il rischio di morte cardiovascolare, infarto o arresto cardiaco in pazienti con malattia coronarica stabile.
  • Il sottostudio PERTINENT ha evidenziato che il perindopril migliora la funzione delle cellule che rivestono i vasi sanguigni, aumentando la produzione di ossido nitrico e riducendo la morte cellulare.
  • Lo studio PREAMI ha confermato che il perindopril aiuta a prevenire complicazioni dopo un infarto, soprattutto migliorando la struttura del cuore.

Importanza della scelta del farmaco

Questi dati indicano che gli ACE-inibitori non sono tutti uguali e che la scelta del farmaco dovrebbe basarsi sulle caratteristiche specifiche di ciascuno, non solo sulla capacità di abbassare la pressione.

Le linee guida internazionali raccomandano l'uso degli ACE-inibitori nei pazienti con malattia cardiaca stabile, sottolineando l'importanza di considerare le differenze tra i vari farmaci.

In conclusione

Gli ACE-inibitori sono farmaci fondamentali per proteggere il cuore e i vasi sanguigni, soprattutto in persone con malattie cardiache. Tuttavia, non tutti gli ACE-inibitori agiscono allo stesso modo. Alcuni, come il perindopril, offrono benefici aggiuntivi oltre alla riduzione della pressione, grazie alla loro azione sulla bradichinina e sulla funzione dei tessuti. Per questo motivo, la scelta del farmaco dovrebbe essere personalizzata in base alle evidenze scientifiche disponibili.

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