Che cosa significa rigidità arteriosa
La rigidità arteriosa indica quanto le arterie, i vasi sanguigni che portano il sangue dal cuore al resto del corpo, sono meno elastiche e più dure. Con l’età e in presenza di alcune malattie come l’ipertensione, le arterie possono diventare più rigide.
Perché è importante la rigidità arteriosa
- Un aumento della rigidità arteriosa fa aumentare la pressione sistolica, cioè la pressione del sangue quando il cuore si contrae.
- Questo può causare un maggiore lavoro per il cuore, con un ingrossamento del ventricolo sinistro (la parte del cuore che pompa il sangue).
- Può aumentare il rischio di malattie cardiache, come l’angina o l’infarto, e di ictus.
- La rigidità arteriosa è collegata ad altri fattori di rischio come l’età, il diabete, il colesterolo alto e l’ipertensione stessa.
Come si misura la rigidità arteriosa
La rigidità arteriosa può essere valutata in modo non invasivo misurando la velocità di propagazione dell’onda sfigmica (PWV) tra l’arteria carotide (nel collo) e l’arteria femorale (nella coscia). Questa misura è semplice e precisa e viene usata per capire quanto sono rigide le arterie principali.
Il ruolo della rigidità arteriosa nelle Linee Guida Europee
Le più recenti linee guida europee sull’ipertensione hanno inserito la rigidità arteriosa come parametro per valutare il danno agli organi causato dalla pressione alta. Un valore di PWV superiore a 12 m/s è considerato indicativo di una rigidità arteriosa significativa.
La rigidità arteriosa e la terapia
- La terapia per l’ipertensione può ridurre rapidamente la pressione arteriosa, il colesterolo e la glicemia.
- La riduzione della rigidità arteriosa può indicare un miglioramento reale della salute delle arterie, ma non sempre avviene subito.
- Alcuni farmaci, come gli ACE-inibitori o i calcio-antagonisti, possono ridurre meglio la pressione centrale e la rigidità rispetto ad altri.
- Non è ancora chiaro se ridurre la rigidità arteriosa con i farmaci porti direttamente a una diminuzione degli eventi cardiovascolari, come infarti o ictus.
Che cosa manca ancora da sapere
Serve più ricerca per capire se misurare e trattare la rigidità arteriosa in modo routinario possa migliorare la prevenzione delle malattie cardiovascolari. In particolare, bisogna capire meglio se ridurre la rigidità arteriosa porta a una riduzione reale degli eventi pericolosi.
In conclusione
La rigidità arteriosa è un parametro importante per valutare il rischio cardiovascolare nelle persone con ipertensione. Le nuove linee guida europee la considerano un segno di danno agli organi e un possibile indicatore di rischio. Misurarla è semplice e può aiutare a identificare chi ha un rischio più alto. Tuttavia, non è ancora chiaro se la sua valutazione debba essere fatta sempre in tutti i pazienti e se la sua riduzione con la terapia porti a una diminuzione sicura degli eventi cardiovascolari.