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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/04/2010 Lettura: ~2 min

Un anno di primati

Fonte
A cura di: Nino Lo Pacio

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 17 Sezione: 2

Introduzione

Il 2006 è stato un anno importante per il trattamento dei pazienti con problemi al cuore causati da arterie coronarie strette o bloccate. Nuovi studi hanno confermato l'efficacia di un farmaco chiamato perindopril, che aiuta a ridurre il rischio di eventi gravi come infarti e morte cardiaca. Queste scoperte hanno portato a nuove raccomandazioni per l'uso di questo medicinale in diverse situazioni cliniche.

Che cos'è il perindopril e perché è importante

Il perindopril è un farmaco appartenente alla famiglia degli ACE-inibitori. Questi medicinali aiutano a proteggere il cuore e i vasi sanguigni, migliorando la salute di chi soffre di problemi cardiaci.

Le nuove linee guida europee

Nel 2006, la Società Europea di Cardiologia ha pubblicato nuove raccomandazioni per il trattamento dell'angina stabile, una condizione in cui il cuore riceve meno sangue del necessario a causa di arterie parzialmente bloccate. Queste linee guida sottolineano l'importanza di scegliere un ACE-inibitore con prove solide di efficacia, e tra questi il perindopril ha un ruolo molto importante.

I risultati dello studio EUROPA

Lo studio chiamato EUROPA ha coinvolto oltre 12.000 pazienti con coronaropatia stabile, cioè con problemi alle arterie del cuore ma in condizioni relativamente stabili. I pazienti assumevano perindopril alla dose di 8 mg al giorno, oltre alla terapia già in uso. I risultati hanno mostrato che il perindopril ha ridotto del 20% il rischio di morte per problemi cardiaci, infarto non fatale e arresto cardiaco.

Questo beneficio è particolarmente importante per due gruppi di pazienti:

  • Chi ha già subito interventi per migliorare il flusso sanguigno al cuore, come angioplastiche o bypass.
  • Chi ha avuto un infarto in passato, indipendentemente dal livello di rischio individuale.

Lo studio PREAMI e i pazienti anziani

Un altro studio, chiamato PREAMI, ha esaminato l'effetto del perindopril in pazienti anziani (oltre 65 anni) che avevano avuto un infarto di piccole dimensioni e una funzione cardiaca ancora buona. Anche in questo gruppo, il perindopril ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di morte, ospedalizzazione per insufficienza cardiaca e cambiamenti dannosi nel cuore (chiamati rimodellamento cardiaco).

In particolare, il perindopril ha ridotto del 38% il rischio di questi eventi e del 47% il rimodellamento cardiaco, che è un segno di peggioramento della funzione del cuore.

Altri studi importanti

Nel 2006, anche lo studio ASCOT-BPLA ha confermato il ruolo di perindopril nel trattamento di pazienti con pressione alta e alto rischio cardiovascolare, rafforzando la sua posizione come farmaco di riferimento.

In conclusione

Il 2006 ha rappresentato un anno fondamentale per il perindopril, grazie a studi che ne hanno confermato l'efficacia nel ridurre eventi gravi nei pazienti con problemi alle arterie del cuore. Questi risultati hanno portato a nuove indicazioni per il suo uso, migliorando le possibilità di cura per molte persone con malattie cardiache.

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