Che cos'è l'artrite reumatoide
L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che coinvolge tutto il corpo. Colpisce circa lo 0,5-1% della popolazione mondiale e si presenta più spesso nelle donne, con un rapporto di circa 4 donne ogni uomo. La malattia può iniziare a qualsiasi età, ma di solito compare tra i 40 e i 60 anni.
La causa esatta non è ancora conosciuta, ma si pensa che un elemento scatenante, forse un virus o un batterio, attivi il sistema immunitario in persone geneticamente predisposte. Questo porta a un'infiammazione continua e alla cronicizzazione della malattia.
Fattori genetici e immunitari
- La malattia è più frequente tra i familiari, soprattutto tra gemelli identici.
- Un particolare antigene chiamato HLA-DR4 è presente nel 60-70% delle persone con artrite reumatoide, mentre nella popolazione generale è presente solo nel 20-30%.
- La presenza di questo antigene aumenta il rischio di sviluppare la malattia e sembra anche influenzarne la gravità.
Complicazioni cardiovascolari legate all'artrite reumatoide
L'artrite reumatoide può causare diversi problemi al cuore e ai vasi sanguigni, tra cui:
- Infiammazione del pericardio (la membrana che avvolge il cuore), spesso senza sintomi evidenti.
- Lesioni alle valvole cardiache e al muscolo del cuore.
- Disturbi del ritmo cardiaco.
- Infiammazione delle arterie coronarie.
- Accumulo di sostanze anomale chiamate amiloidi.
- Aterosclerosi accelerata, cioè l'indurimento e l'ostruzione delle arterie.
Rischio cardiovascolare e mortalità
Le persone con artrite reumatoide hanno un rischio maggiore di malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione generale. In particolare:
- Le donne con artrite reumatoide hanno il doppio delle probabilità di avere un infarto rispetto alle donne senza la malattia.
- Chiunque abbia l'artrite reumatoide ha il doppio del rischio di sviluppare insufficienza cardiaca.
Questi rischi non sono spiegati solo dai fattori tradizionali come il colesterolo alto o la pressione alta, ma anche dall'infiammazione continua causata dalla malattia.
Come l'infiammazione danneggia il cuore e i vasi
L'infiammazione legata all'artrite reumatoide può danneggiare le pareti dei vasi sanguigni in vari modi:
- Le sostanze infiammatorie chiamate citochine possono indebolire la funzione delle cellule che rivestono i vasi (endotelio).
- Gli anticorpi e le cellule immunitarie possono attaccare le pareti dei vasi, causando danni.
- Le particelle di colesterolo LDL possono ossidarsi e diventare tossiche per le cellule vascolari.
- Aumentano le molecole che favoriscono l'adesione delle cellule infiammatorie alle pareti dei vasi, peggiorando il danno.
Questi processi sono simili a quelli che avvengono nelle articolazioni colpite dall'artrite reumatoide.
Ruolo delle citochine TNF-alfa e IL-6
Due importanti sostanze infiammatorie sono il TNF-alfa e l'interleuchina 6 (IL-6). Queste citochine:
- Stimolano il fegato a produrre proteine dell'infiammazione, come la proteina C-reattiva (PCR).
- Contribuiscono ai fattori di rischio cardiovascolare e alla sindrome metabolica (che include obesità, diabete, ipertensione).
- Possono aumentare il danno alle arterie e al cuore.
La terapia che riduce l'infiammazione, come i farmaci anti-TNF-alfa, può aiutare a prevenire i problemi cardiovascolari se usata prima che si sviluppino danni importanti.
Effetti della terapia anti-TNF-alfa
Questi farmaci possono migliorare la condizione cardiovascolare in pazienti con artrite reumatoide senza malattie cardiache già presenti. Tuttavia, nei casi di insufficienza cardiaca avanzata, non hanno mostrato benefici e in alcuni casi possono peggiorare la situazione.
Questo potrebbe essere perché il TNF-alfa ha anche un ruolo di risposta e compensazione del danno, quindi bloccarlo completamente può non essere sempre utile.
In conclusione
L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria che può aumentare il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. L'infiammazione continua danneggia le pareti dei vasi e favorisce l'aterosclerosi, aumentando il rischio di infarto e insufficienza cardiaca. Le donne sono particolarmente a rischio. La terapia che riduce l'infiammazione può aiutare a prevenire questi danni, soprattutto se iniziata precocemente.