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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/04/2010 Lettura: ~3 min

Uno studio importante nella prevenzione dell’ictus nei pazienti ipertesi

Fonte
Studio MOSES (MOrbidity and mortality after Stroke – Eprosartan vs nitrendipine in Secondary prevention), presentato da Joachim Schrader, St. Josefs Hospital, Cloppenburg, Germania.

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 24 Sezione: 2

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato due farmaci usati per abbassare la pressione sanguigna in pazienti che hanno già avuto un ictus. Lo studio ha mostrato per la prima volta che un farmaco specifico può offrire una migliore protezione contro nuovi ictus rispetto a un altro farmaco già conosciuto. Qui troverai una spiegazione chiara e semplice di questi risultati importanti.

Che cosa significa prevenzione secondaria dell’ictus

La prevenzione secondaria riguarda le azioni per evitare che chi ha già avuto un ictus o un episodio simile (come un attacco ischemico transitorio, chiamato TIA) ne abbia un altro. L’ictus è un problema grave che può succedere quando il flusso di sangue al cervello viene bloccato o interrotto.

Perché è importante controllare la pressione alta

La pressione arteriosa alta (ipertensione) è uno dei principali fattori di rischio per l’ictus. Più alta è la pressione, maggiore è il rischio di avere un ictus. Per questo è importante usare farmaci che abbassano la pressione per proteggere il cuore e il cervello.

Lo studio MOSES: cosa è stato fatto

Lo studio MOSES ha confrontato due farmaci antipertensivi in pazienti con pressione alta che avevano già avuto un ictus o un evento simile:

  • Eprosartan: un farmaco che agisce bloccando un recettore chiamato AT1, coinvolto nel controllo della pressione.
  • Nitrendipina: un farmaco della classe dei calcio-antagonisti, già noto per la prevenzione primaria dell’ictus.

Più di 1.400 pazienti sono stati seguiti per un periodo da 2 a 4 anni. Entrambi i farmaci hanno abbassato la pressione in modo simile, ma i risultati sugli eventi cardiovascolari e cerebrovascolari sono stati diversi.

Risultati principali dello studio

  • L’eprosartan ha ridotto del 21% il rischio complessivo di morte e di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari rispetto alla nitrendipina.
  • Ha ridotto del 25% il rischio di nuovi ictus o eventi cerebrovascolari.
  • Ha abbassato del 31% il rischio di primi eventi cardiovascolari come infarto o insufficienza cardiaca.

Questi risultati mostrano che, oltre a controllare la pressione, l’eprosartan offre una protezione aggiuntiva importante per il cuore e il cervello.

Altri aspetti dello studio

  • Molti pazienti hanno avuto bisogno di più di un farmaco per raggiungere la pressione desiderata.
  • I farmaci associati più usati sono stati i diuretici, che aiutano a eliminare il sale e l’acqua in eccesso.
  • Non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi nei test sulla funzione mentale, indicando che entrambi i trattamenti mantengono stabile la capacità cognitiva.

Perché questo studio è importante

Prima di MOSES, non si sapeva se un farmaco antipertensivo potesse essere migliore di un altro nella prevenzione di nuovi ictus in pazienti già colpiti. MOSES ha dimostrato che l’eprosartan offre un beneficio maggiore rispetto alla nitrendipina in questo ambito.

In conclusione

Lo studio MOSES ha mostrato che, in pazienti con pressione alta e precedenti ictus, l’eprosartan è più efficace della nitrendipina nel ridurre il rischio di nuovi eventi cerebrovascolari e cardiovascolari. Entrambi i farmaci abbassano bene la pressione, ma l’eprosartan offre una protezione aggiuntiva importante per cuore e cervello. Questi risultati aiutano a scegliere il trattamento migliore per prevenire nuove complicazioni in chi ha già avuto un ictus.

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