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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/04/2010 Lettura: ~4 min

Il rischio cardiovascolare nei pazienti con problemi renali

Fonte
A cura di Claudio Borghi, Maddalena Veronesi, Eugenio Cosentino

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 26 Sezione: 2

Introduzione

Le persone con problemi ai reni hanno un rischio più alto di sviluppare malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Questo rischio spesso non viene riconosciuto abbastanza e i farmaci che potrebbero proteggere il cuore sono usati poco. È importante capire meglio questa situazione per prendersi cura al meglio di chi ha problemi renali.

Che cosa significa il rischio cardiovascolare nei pazienti con insufficienza renale

Le malattie del cuore e dei vasi sanguigni sono ancora la principale causa di malattia e morte nelle persone con insufficienza renale grave, cioè quando i reni funzionano molto poco o per niente. Questo succede indipendentemente dalla causa che ha portato al problema ai reni.

Anche quando l’insufficienza renale è lieve, il rischio di avere problemi al cuore, al cervello (come l’ictus) o ai vasi periferici aumenta. Più peggiora la funzione renale, più cresce questo rischio.

Due segnali importanti di questo rischio sono la microalbuminuria e la proteinuria, cioè la presenza di piccole quantità di proteine nelle urine. Questi segnali indicano che già ci sono danni precoci ai vasi sanguigni e sono comuni anche in persone con pressione alta ma senza diabete.

Perché il rischio è così alto

Molte persone hanno una lieve alterazione della funzione renale senza saperlo. Negli Stati Uniti, per esempio, milioni di persone hanno valori di creatinina nel sangue che indicano una riduzione della funzione renale.

Nei pazienti con insufficienza renale, le malattie cardiovascolari sono molto frequenti perché si sommano molti fattori di rischio:

  • Fattori tradizionali: pressione alta, colesterolo alto, zucchero alto nel sangue, fumo, poca attività fisica, età avanzata, menopausa.
  • Fattori specifici della malattia renale: anemia (poca emoglobina), livelli elevati di omocisteina (una sostanza nel sangue), tendenza a formare coaguli, problemi nel metabolismo di calcio e fosforo.

Anche un semplice aumento della creatinina nel sangue è legato a un rischio più alto di malattie cardiovascolari e di morte.

Come si può intervenire

È molto importante riconoscere presto questi fattori di rischio e cercare di modificarli con dieta e farmaci per prevenire complicazioni.

Il controllo della pressione arteriosa è fondamentale, perché la pressione alta non solo peggiora i reni ma favorisce anche un ingrossamento del cuore (ipertrofia ventricolare sinistra), che si trova in quasi il 70% dei pazienti con insufficienza renale.

Le linee guida raccomandano di mantenere la pressione più bassa rispetto alla popolazione generale, ad esempio sotto 130/80-85 mmHg, e ancora più bassa se ci sono proteine nelle urine.

I farmaci più utili

Tutti i farmaci per abbassare la pressione possono essere usati, ma alcuni sono particolarmente efficaci per proteggere i reni e il cuore. In particolare, i farmaci che bloccano il sistema renina-angiotensina (come ACE-inibitori e sartani) hanno dimostrato di:

  • Rallentare il danno ai reni
  • Ridurre il rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco e morte per malattie cardiovascolari

Questi benefici si osservano anche indipendentemente dal solo abbassamento della pressione.

Altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso simpatico, come la moxonidina, possono aiutare a ridurre la pressione e a proteggere i reni, soprattutto in persone con insufficienza renale di grado moderato.

La situazione attuale e le prospettive future

Nonostante le evidenze, l’uso di questi farmaci protettivi è ancora inferiore a quanto raccomandato dalle principali linee guida internazionali.

È quindi importante migliorare e ampliare l’uso di questi trattamenti per prevenire le malattie cardiovascolari nei pazienti con problemi renali.

Inoltre, la presenza di molti fattori di rischio specifici per chi ha problemi renali spinge a cercare terapie mirate per correggerli.

Infine, individuare precocemente i pazienti con insufficienza renale, quando la malattia è ancora agli inizi, permetterà di intervenire prima e migliorare la prevenzione e la cura.

In conclusione

Le persone con insufficienza renale hanno un rischio molto alto di malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Questo rischio è spesso sottovalutato e i farmaci che potrebbero proteggere il cuore sono usati poco. Riconoscere presto i fattori di rischio e intervenire con terapie adeguate, soprattutto con farmaci che proteggono sia i reni che il cuore, è fondamentale per migliorare la salute e la qualità della vita di questi pazienti.

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