Che cosa significa controllare la frequenza cardiaca nell'ipertensione
Oggi viviamo in un mondo che ci spinge a essere sempre veloci e attivi. Questo può far aumentare il battito del cuore e la pressione del sangue, creando rischi per la salute, soprattutto per chi ha la pressione alta (ipertensione).
Per questo motivo, è importante usare farmaci che non solo abbassano la pressione, ma anche il numero di battiti del cuore al minuto.
I farmaci che aiutano a ridurre il battito cardiaco
- Beta-bloccanti: farmaci che rallentano il battito e aiutano a controllare la pressione.
- Calcio-antagonisti non diidropiridinici: una classe di farmaci (come il verapamil) che abbassano la frequenza cardiaca e la pressione.
- Anti-adrenergici ad azione centrale: farmaci che agiscono sul sistema nervoso per ridurre il battito.
- Antagonisti dei recettori imidazolinici: usati meno frequentemente per questo scopo.
Confronto tra beta-bloccanti e calcio-antagonisti non diidropiridinici
Entrambi questi farmaci abbassano la pressione in modo simile, ma hanno alcune differenze:
- I beta-bloccanti riducono un po' di più la frequenza cardiaca, ma aumentano una sostanza chiamata norepinefrina nel sangue, che può avere effetti negativi.
- I calcio-antagonisti non diidropiridinici, come il verapamil, riducono la norepinefrina e non peggiorano la sensibilità all'insulina, cioè non aumentano il rischio di diabete o aumento di peso.
Risultati degli studi scientifici
Lo studio VAMPHYRE ha mostrato che il verapamil non ha effetti negativi sul metabolismo e riduce l'attività del sistema nervoso che stimola il cuore.
Al contrario, un altro calcio-antagonista chiamato amlodipina può aumentare l'attività di questo sistema e causare più variazioni nella pressione sanguigna.
Lo studio INVEST ha confrontato due gruppi di persone con pressione alta e problemi cardiaci:
- Un gruppo ha ricevuto un beta-bloccante (atenololo) con un diuretico (idroclorotiazide).
- L'altro gruppo ha ricevuto un calcio-antagonista (verapamil) con un ACE-inibitore (trandolapril).
Dopo 4 anni, entrambi i trattamenti hanno abbassato la pressione e ridotto eventi cardiovascolari in modo simile.
Ma chi ha preso verapamil ha riferito una migliore qualità di vita e ha avuto meno nuovi casi di diabete rispetto a chi ha preso atenololo.
Perché è importante scegliere bene il trattamento
Ridurre sia la pressione sia la frequenza cardiaca è fondamentale per diminuire il rischio di malattie del cuore e dei vasi.
Tra le opzioni efficaci, il verapamil sembra offrire vantaggi in termini di qualità della vita e minori effetti negativi sul metabolismo rispetto ai beta-bloccanti.
In conclusione
Controllare il numero di battiti del cuore è un aspetto chiave nel trattamento della pressione alta. Farmaci come il verapamil possono aiutare a mantenere il cuore più calmo senza aumentare il rischio di diabete, migliorando così la qualità della vita e la salute a lungo termine.