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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/04/2010 Lettura: ~3 min

Qualche battito in meno, tanta vita in più

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A cura di Claudio Ferri - Università de L’Aquila - Dipartimento MISP

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 28 Sezione: 2

Introduzione

Controllare la frequenza cardiaca è molto importante per chi soffre di pressione alta. Questo aiuta a ridurre il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Scopriamo insieme come alcuni farmaci possono aiutare a mantenere il cuore più calmo e proteggere la salute.

Che cosa significa controllare la frequenza cardiaca nell'ipertensione

Oggi viviamo in un mondo che ci spinge a essere sempre veloci e attivi. Questo può far aumentare il battito del cuore e la pressione del sangue, creando rischi per la salute, soprattutto per chi ha la pressione alta (ipertensione).

Per questo motivo, è importante usare farmaci che non solo abbassano la pressione, ma anche il numero di battiti del cuore al minuto.

I farmaci che aiutano a ridurre il battito cardiaco

  • Beta-bloccanti: farmaci che rallentano il battito e aiutano a controllare la pressione.
  • Calcio-antagonisti non diidropiridinici: una classe di farmaci (come il verapamil) che abbassano la frequenza cardiaca e la pressione.
  • Anti-adrenergici ad azione centrale: farmaci che agiscono sul sistema nervoso per ridurre il battito.
  • Antagonisti dei recettori imidazolinici: usati meno frequentemente per questo scopo.

Confronto tra beta-bloccanti e calcio-antagonisti non diidropiridinici

Entrambi questi farmaci abbassano la pressione in modo simile, ma hanno alcune differenze:

  • I beta-bloccanti riducono un po' di più la frequenza cardiaca, ma aumentano una sostanza chiamata norepinefrina nel sangue, che può avere effetti negativi.
  • I calcio-antagonisti non diidropiridinici, come il verapamil, riducono la norepinefrina e non peggiorano la sensibilità all'insulina, cioè non aumentano il rischio di diabete o aumento di peso.

Risultati degli studi scientifici

Lo studio VAMPHYRE ha mostrato che il verapamil non ha effetti negativi sul metabolismo e riduce l'attività del sistema nervoso che stimola il cuore.

Al contrario, un altro calcio-antagonista chiamato amlodipina può aumentare l'attività di questo sistema e causare più variazioni nella pressione sanguigna.

Lo studio INVEST ha confrontato due gruppi di persone con pressione alta e problemi cardiaci:

  • Un gruppo ha ricevuto un beta-bloccante (atenololo) con un diuretico (idroclorotiazide).
  • L'altro gruppo ha ricevuto un calcio-antagonista (verapamil) con un ACE-inibitore (trandolapril).

Dopo 4 anni, entrambi i trattamenti hanno abbassato la pressione e ridotto eventi cardiovascolari in modo simile.

Ma chi ha preso verapamil ha riferito una migliore qualità di vita e ha avuto meno nuovi casi di diabete rispetto a chi ha preso atenololo.

Perché è importante scegliere bene il trattamento

Ridurre sia la pressione sia la frequenza cardiaca è fondamentale per diminuire il rischio di malattie del cuore e dei vasi.

Tra le opzioni efficaci, il verapamil sembra offrire vantaggi in termini di qualità della vita e minori effetti negativi sul metabolismo rispetto ai beta-bloccanti.

In conclusione

Controllare il numero di battiti del cuore è un aspetto chiave nel trattamento della pressione alta. Farmaci come il verapamil possono aiutare a mantenere il cuore più calmo senza aumentare il rischio di diabete, migliorando così la qualità della vita e la salute a lungo termine.

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