Che cosa significa rischio cardiovascolare residuo
Il rischio cardiovascolare residuo è la possibilità di avere eventi come infarti o ictus anche dopo aver seguito le terapie standard per abbassare il colesterolo LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo". Questo succede perché la malattia aterosclerotica, cioè l'accumulo di grassi nelle arterie, è causata da diversi fattori, non solo dal colesterolo LDL. Tra questi ci sono l'infiammazione, alcune particelle di colesterolo chiamate lipoproteine (a) e le alterazioni legate ai trigliceridi.
Ipertrigliceridemia: un nuovo bersaglio
Per molto tempo, l'ipertrigliceridemia è stata vista solo come un segnale di altre condizioni, come la sindrome metabolica. Oggi sappiamo che i trigliceridi alti contribuiscono direttamente all'aterosclerosi. Le particelle ricche di trigliceridi trasportano un tipo di colesterolo chiamato "remnant", che è molto dannoso per le arterie. Inoltre, i trigliceridi favoriscono l'infiammazione e lo stress delle cellule dei vasi sanguigni, causando danni e aumentando il rischio di problemi cardiaci.
Il ruolo di icosapent-etile
Lo studio REDUCE-IT ha coinvolto oltre 8.000 pazienti con malattie cardiovascolari o diabete e trigliceridi elevati, già in trattamento con statine. Questi pazienti hanno ricevuto icosapent-etile, una forma purificata di un omega-3 chiamato EPA, o un placebo. Dopo quasi 5 anni, chi ha preso icosapent-etile ha avuto:
- 25% in meno di eventi cardiovascolari totali;
- 20% in meno di mortalità per cause cardiache;
- 31% in meno di infarti;
- 35% in meno di interventi per riaprire le arterie;
- 40% in meno di morti improvvise per problemi cardiaci.
Questi benefici sono stati maggiori di quanto ci si aspettava solo dalla riduzione dei trigliceridi, suggerendo che icosapent-etile agisce anche riducendo l'infiammazione e migliorando la salute dei vasi sanguigni.
Perché non tutti gli omega-3 sono uguali
Non tutte le formulazioni di omega-3 danno gli stessi risultati. Un altro studio, chiamato STRENGTH, che usava una combinazione di EPA e DHA (un altro omega-3), non ha mostrato benefici significativi. La differenza sta nella purezza e nella concentrazione di EPA: icosapent-etile contiene solo EPA puro, che agisce in modo più mirato contro i processi infiammatori e dannosi nelle arterie.
Novità nelle linee guida ESC 2025
Le linee guida della Società Europea di Cardiologia del 2025 confermano l'importanza di abbassare il colesterolo LDL, ma evidenziano anche il rischio residuo legato ai trigliceridi alti e al colesterolo remnant. Per questo raccomandano:
- Utilizzare il colesterolo non-HDL e l'apolipoproteina B per valutare meglio il rischio;
- Considerare il colesterolo remnant come un indicatore importante, calcolabile sottraendo HDL e LDL dal colesterolo totale;
- Usare icosapent-etile nei pazienti ad alto rischio con trigliceridi sopra 135 mg/dL nonostante la terapia con statine;
- Riconoscere l'ipertrigliceridemia come parte del rischio soprattutto in persone con diabete, obesità o sindrome metabolica.
Chi può beneficiare di icosapent-etile
Il farmaco è indicato per persone che:
- sono già in trattamento con statine e hanno un alto rischio cardiovascolare;
- presentano trigliceridi elevati (almeno 150 mg/dL);
- hanno una malattia cardiovascolare accertata o diabete con almeno un altro fattore di rischio.
In questi casi, icosapent-etile aiuta a ridurre quella "zona grigia" di rischio che le terapie tradizionali non riescono a eliminare completamente.
In conclusione
La prevenzione delle malattie cardiovascolari sta cambiando. Non basta più concentrarsi solo sul colesterolo LDL, ma è importante affrontare tutto il carico di grassi nel sangue che può danneggiare il cuore, inclusi i trigliceridi e il colesterolo remnant. Icosapent-etile rappresenta una nuova strategia efficace per ridurre questo rischio residuo, migliorando la protezione anche in pazienti già trattati secondo le migliori indicazioni. Le linee guida ESC 2025 invitano a una valutazione più completa e integrata per prendersi cura al meglio della salute del cuore.