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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/04/2010 Lettura: ~2 min

Novità nel trattamento farmacologico della fibrillazione atriale parossistica

Fonte
Federico Lombardi, Professore Associato di Cardiologia, Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, Ospedale San Paolo, Università degli Studi di Milano

Aggiornato il 09/02/2026

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Categoria: 31 Sezione: 2

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto comune e complesso. Negli ultimi anni, sono emerse nuove conoscenze e trattamenti per gestire meglio questa condizione, soprattutto nelle sue fasi iniziali. In questo testo spiegheremo in modo semplice le novità più importanti riguardanti il trattamento farmacologico della fibrillazione atriale parossistica.

Che cos'è la fibrillazione atriale?

La fibrillazione atriale è un problema del cuore che causa un battito irregolare e spesso molto veloce. Può manifestarsi in modi diversi, con sintomi variabili e diversi rischi, come quello di formazione di coaguli che possono causare ictus. Inoltre, può portare a un peggioramento della funzione del cuore.

Perché è importante intervenire presto?

Negli ultimi anni, studi scientifici hanno mostrato che nelle prime fasi della fibrillazione atriale, quando gli episodi sono brevi e si risolvono da soli (detti parossistici), ci sono cambiamenti nel cuore a livello elettrico e strutturale. Questi cambiamenti possono favorire il ripetersi dell'aritmia.

Per questo motivo, è importante cercare di prevenire fin dall'inizio questi episodi, contrastando le cause che li scatenano.

Lo studio ERAFT e il trattamento con propafenone a rilascio prolungato

Lo studio ERAFT ha coinvolto circa 300 pazienti con fibrillazione atriale parossistica, cioè con episodi frequenti di aritmia che si interrompono spontaneamente. Ogni paziente doveva dimostrare di avere un episodio di fibrillazione atriale grazie a un elettrocardiogramma registrato a casa entro 28 giorni prima dell'inizio del trattamento.

Metà dei pazienti aveva avuto più di 10 episodi in tre anni. Il farmaco testato è stato il propafenone a rilascio prolungato, somministrato due volte al giorno a 425 mg.

I risultati hanno mostrato che questo farmaco ha ridotto significativamente il numero di episodi di fibrillazione atriale parossistica. In particolare, il tempo libero da episodi è passato da 9 giorni nel gruppo senza farmaco (placebo) a 44 giorni nel gruppo trattato con propafenone.

Questo farmaco ha il vantaggio di mantenere livelli stabili nel sangue per 24 ore, migliorando l'efficacia rispetto alle formulazioni precedenti che richiedevano dosi più frequenti.

Come agisce il propafenone?

  • Agisce sui punti del cuore dove si originano gli impulsi anomali, specialmente nelle vene polmonari.
  • Rallenta la trasmissione degli impulsi elettrici nel cuore.
  • Aumenta il tempo in cui il cuore non può essere nuovamente stimolato (refrattarietà), aiutando a prevenire l'aritmia.
  • Ha un effetto che riduce la risposta del cuore agli stimoli nervosi che aumentano la frequenza cardiaca.

Questi effetti contribuiscono a diminuire la frequenza e la gravità degli episodi di fibrillazione atriale.

In conclusione

La fibrillazione atriale parossistica è una condizione complessa ma con nuove possibilità di trattamento. Il propafenone a rilascio prolungato si è dimostrato efficace nel ridurre gli episodi di aritmia, migliorando la qualità di vita dei pazienti. È importante continuare a studiare e personalizzare le terapie per gestire al meglio questa patologia.

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