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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/04/2010 Lettura: ~3 min

Colesterolo HDL basso e trigliceridi alti nei diabetici: il ruolo dei fibrati

Fonte
Studio DAIS pubblicato su Lancet; dati presentati al 6° congresso internazionale “Global Risk” della Fondazione Lorenzini, Firenze, maggio 2004.

Aggiornato il 09/02/2026

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Categoria: 33 Sezione: 2

Introduzione

Molte persone con diabete di tipo II o con obesità addominale hanno spesso livelli bassi di colesterolo HDL, detto "colesterolo buono", e livelli alti di trigliceridi, un tipo di grasso nel sangue. Questi cambiamenti aumentano il rischio di problemi cardiaci. In questo testo spieghiamo come alcuni farmaci chiamati fibrati possono aiutare a migliorare questi valori e proteggere il cuore.

Che cosa significa avere colesterolo HDL basso e trigliceridi alti

Il colesterolo HDL aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso dal sangue, mentre i trigliceridi sono un tipo di grasso che, se troppo alto, può danneggiare i vasi sanguigni. Nelle persone con diabete di tipo II e obesità addominale, è comune trovare colesterolo HDL basso e trigliceridi alti. Questa combinazione fa parte di una condizione chiamata sindrome metabolica, che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

Perché è importante intervenire

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2010 si prevedeva che oltre 300 milioni di persone avrebbero avuto il diabete di tipo II, con l'80% di queste che sviluppano problemi al cuore legati all'aterosclerosi, cioè l'indurimento e il restringimento delle arterie. Ridurre i rischi cardiovascolari in questi pazienti è quindi molto importante.

Il ruolo dei fibrati nella gestione del problema

I fibrati sono una classe di farmaci che agiscono sul metabolismo dei grassi nel sangue. Studi importanti, come il Helsinki Heart Study e il Veterans Affairs High Density Lipoprotein Cholesterol Intervention Trial, hanno dimostrato che i fibrati possono ridurre gli eventi cardiaci, come infarti e ictus.

Lo studio DAIS

Uno studio chiamato DAIS ha coinvolto 418 pazienti con diabete di tipo II e problemi al cuore. Questi pazienti avevano un rapporto alto tra colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") e HDL, e livelli elevati di trigliceridi. Sono stati trattati con fenofibrato, un tipo di fibrato, o con placebo per 3 anni.

  • Il fenofibrato ha ridotto i trigliceridi del 29%.
  • Ha aumentato il colesterolo HDL del 5%.
  • Ha rallentato il peggioramento delle arterie, limitando il restringimento dei vasi sanguigni.
  • Ha mostrato una tendenza a ridurre il numero di eventi cardiaci come infarti e ictus.

Come funzionano i fibrati

I fibrati agiscono attivando dei recettori chiamati PPARα presenti nel fegato e nelle cellule del sistema immunitario chiamate macrofagi. Questo porta a:

  • Riduzione dei trigliceridi nel sangue aumentando l'attività di un enzima chiamato lipoprotein-lipasi.
  • Diminuzione di una proteina chiamata apolipoproteina C-III, che altrimenti aumenta i trigliceridi.
  • Aumento del colesterolo HDL grazie a una maggiore produzione di apolipoproteine A-I e A-II, componenti importanti dell'HDL.
  • Incremento dei recettori per l'HDL nei macrofagi, facilitando la rimozione del colesterolo dalle placche nelle arterie.

Questi effetti aiutano a rallentare la formazione e la crescita delle placche che ostruiscono le arterie, proteggendo così il cuore.

In conclusione

Nei pazienti con diabete di tipo II e obesità addominale è comune trovare bassi livelli di colesterolo HDL e alti livelli di trigliceridi, che aumentano il rischio di malattie cardiache. I fibrati, come il fenofibrato, possono aiutare a migliorare questi valori e a proteggere i vasi sanguigni, riducendo così il rischio di eventi cardiovascolari. Questo avviene grazie all'azione sui recettori PPARα che regolano il metabolismo dei grassi nel sangue e l'attività delle cellule nelle arterie.

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