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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/04/2010 Lettura: ~3 min

MOSES: Prevenzione dell'Ictus secondo le Linee Guida

Fonte
Studio MOSES (Morbidity and Mortality After Stroke-Eprosartan Versus Nitrendipine for Secondary Prevention), Università degli Studi di Firenze

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 47 Sezione: 3

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro e semplice i risultati di uno studio importante chiamato MOSES, che ha valutato come alcuni farmaci possono aiutare a prevenire nuovi ictus in persone che hanno già avuto un episodio. L'obiettivo è comprendere meglio come proteggere il cervello e il cuore, migliorando la qualità della vita e riducendo i rischi.

Che cos'è lo studio MOSES

Lo studio MOSES ha confrontato due farmaci usati per abbassare la pressione arteriosa in persone che avevano già avuto un ictus. Questi farmaci sono:

  • Eprosartan, un antagonista del recettore dell'angiotensina II;
  • Nitrendipina, un calcio-antagonista.

L'obiettivo era capire quale dei due fosse più efficace nel prevenire nuovi problemi al cervello o al cuore.

Perché è importante controllare la pressione

L'ictus è una delle principali cause di morte e disabilità, soprattutto nelle persone anziane. La pressione alta è uno dei fattori più importanti che aumentano il rischio di ictus. Controllare bene la pressione arteriosa può quindi ridurre significativamente questo rischio.

Come è stato condotto lo studio

  • Sono stati coinvolti 1.405 pazienti con ipertensione e un precedente ictus;
  • La pressione sistolica (il numero più alto) doveva essere superiore a 140 mmHg e la diastolica (il numero più basso) superiore a 90 mmHg;
  • Il trattamento è durato 4 anni, con una media di controllo di 2,5 anni per paziente;
  • Si è iniziato con dosi fisse di eprosartan o nitrendipina, aumentando se necessario e aggiungendo altri farmaci per raggiungere la pressione desiderata (meno di 140/90 mmHg);
  • Si sono valutati eventi come nuovi ictus, attacchi ischemici transitori (problemi temporanei di circolazione cerebrale), infarti e scompenso cardiaco;
  • Il risultato principale considerato è stato la somma di tutti questi eventi e la mortalità totale.

Risultati principali dello studio

  • Eprosartan ha ridotto la pressione sanguigna in modo simile alla nitrendipina;
  • Ha però mostrato un beneficio aggiuntivo, riducendo del 21% la mortalità e gli eventi cardiovascolari e cerebrovascolari rispetto alla nitrendipina;
  • Il rischio di nuovi eventi cerebrali (come recidive di ictus) è stato inferiore del 25% con eprosartan;
  • Il rischio di primi eventi cardiovascolari (come infarti) è stato ridotto del 31% con eprosartan;
  • Questi benefici si sono visti già entro il primo anno di trattamento;
  • Entrambi i farmaci sono stati ben tollerati e hanno mantenuto un buon controllo della pressione in oltre il 70% dei pazienti;
  • Eprosartan ha caratteristiche che lo rendono particolarmente sicuro e facile da usare, soprattutto in persone anziane che assumono più farmaci.

Come funziona eprosartan

Eprosartan agisce bloccando un recettore chiamato AT1, che normalmente favorisce la costrizione dei vasi sanguigni e può aumentare la pressione e danneggiare organi come il cervello e i reni. Bloccando questo recettore, il farmaco aiuta a dilatare i vasi, migliorare la circolazione e proteggere il cervello e il cuore.

Impatto sulle linee guida

I risultati dello studio MOSES sono stati così importanti da essere inclusi nelle più recenti linee guida europee per il trattamento dell'ipertensione. Queste linee guida sottolineano che, in persone con ipertensione e precedenti ictus, eprosartan offre una migliore protezione contro nuovi eventi cerebrali e cardiovascolari rispetto ad altri farmaci.

In conclusione

Lo studio MOSES ha dimostrato che, oltre a controllare la pressione arteriosa, il farmaco eprosartan offre una protezione aggiuntiva importante contro nuovi ictus e problemi cardiaci in persone che hanno già avuto un ictus. Questo aiuta a migliorare la qualità della vita e a ridurre i costi legati alla salute, soprattutto nelle persone anziane.

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