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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/04/2010 Lettura: ~3 min

MOSES PER BATTERE LO STROKE

Fonte
A cura di Marzia Giaccardi e Andrea Colella, Clinica Medica e Cardiologia – Università degli Studi di Firenze

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 47 Sezione: 3

Introduzione

Ogni anno nel mondo 15 milioni di persone subiscono un ictus, una condizione grave spesso causata dall'ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta. Fortunatamente, studi recenti come MOSES hanno mostrato come il controllo della pressione possa aiutare a prevenire nuovi ictus e migliorare la salute di chi ha già avuto un evento cerebrovascolare.

Che cos'è lo stroke e perché è importante l'ipertensione

Lo stroke, o ictus, è un problema serio che colpisce molte persone nel mondo. Ogni anno, circa 15 milioni di persone ne sono colpite, e l'ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta del sangue, è la causa principale.

L'ipertensione interessa dal 20 al 30% della popolazione mondiale ed è il fattore più importante che aumenta il rischio di ictus. Ad esempio, una pressione sistolica (la pressione quando il cuore batte) superiore a 115 mmHg spiega circa il 60% del rischio di ictus nella popolazione.

Lo stroke è spesso una delle prime cause di morte, insieme alle malattie cardiache e ai tumori. Ogni aumento di 20 mmHg nella pressione sistolica o di 10 mmHg nella pressione diastolica (la pressione quando il cuore è a riposo) raddoppia il rischio di morte per ictus.

Perché è importante prevenire e curare l'ipertensione

Nonostante la gravità del problema, è possibile ridurre il rischio di ictus agendo sui fattori modificabili, in particolare la pressione arteriosa. La prevenzione primaria (prima che si verifichi l'ictus) e la prevenzione secondaria (dopo un ictus per evitare che si ripeta) sono fondamentali.

Studi scientifici sulla terapia antipertensiva e lo stroke

Le linee guida internazionali raccomandano la terapia antipertensiva per chi ha già avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (un episodio temporaneo di ridotto flusso sanguigno al cervello).

Alcuni studi importanti hanno dimostrato i benefici di questa terapia:

  • PATS: ha mostrato una riduzione del rischio di ictus del 30% nei pazienti trattati, indipendentemente dalla presenza di ipertensione.
  • HOPE: ha confermato questi risultati in pazienti con storia di ictus.
  • PROGRESS: ha evidenziato che la combinazione di due farmaci, perindopril e indapamide, riduce la pressione arteriosa in modo più efficace e abbassa il rischio di ictus del 43%, mentre il solo perindopril non ha mostrato benefici significativi.

Nuove evidenze e linee guida

Le linee guida più recenti (ESH-ESC 2007) suggeriscono che per proteggere il cervello è importante abbassare la pressione sistolica sotto i 130 mmHg. Inoltre, lo studio SCOPE ha mostrato che un farmaco chiamato candesartan può ridurre ulteriormente il rischio di ictus nei pazienti con storia di eventi cerebrovascolari.

Lo studio MOSES: un passo avanti nella prevenzione secondaria

Lo studio MOSES ha confrontato due farmaci antipertensivi, eprosartan e nitrendipina, in pazienti ipertesi che avevano avuto un ictus nei 24 mesi precedenti. Entrambi i farmaci abbassavano la pressione, ma solo eprosartan ha mostrato un beneficio aggiuntivo importante:

  • Riduzione significativa delle recidive di ictus.
  • Diminuzione degli eventi cardiovascolari (problemi al cuore e ai vasi sanguigni).

Questi risultati indicano che farmaci come eprosartan, che agiscono su un sistema specifico del corpo chiamato "asse renina-angiotensina", sono particolarmente utili per gestire l'ipertensione in pazienti con complicazioni.

In conclusione

L'ipertensione è la causa principale di ictus, una condizione grave che colpisce milioni di persone ogni anno. Controllare la pressione arteriosa con terapie adeguate può ridurre significativamente il rischio di nuovi ictus e migliorare la salute cardiovascolare. Studi come MOSES hanno dimostrato che alcuni farmaci offrono benefici aggiuntivi oltre alla semplice riduzione della pressione, aiutando a proteggere il cervello e il cuore in pazienti già colpiti da ictus.

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