Che cosa è successo al paziente
Un uomo di 69 anni ha avuto un infarto a 52 anni e, dopo vari anni, si è scoperta una grave malattia delle arterie del cuore. Per questo motivo ha subito un intervento chiamato quadruplice bypass aortocoronarico, che consiste nel creare nuovi passaggi per il sangue usando arterie e vene prese da altre parti del corpo.
Il problema con i grafts
Col passare del tempo, alcune vene usate per il bypass si sono danneggiate e hanno sviluppato delle stenosi, cioè dei restringimenti che ostacolano il passaggio del sangue. Questi restringimenti erano molto gravi, con una riduzione del flusso fino all’80% in alcune zone.
Come è stata affrontata la situazione
Per trattare queste lesioni si è deciso di fare un’angioplastica coronarica, una procedura che utilizza un piccolo palloncino per allargare i vasi sanguigni ostruiti e inserire uno stent, un tubicino che mantiene aperto il vaso.
Per ridurre il rischio di complicazioni, è stato utilizzato un dispositivo speciale chiamato PROXIS™. Questo strumento ha due palloncini che bloccano temporaneamente il flusso del sangue nel vaso trattato, evitando che frammenti di materiale danneggiato possano spostarsi e causare problemi in altre parti del cuore.
Dettagli della procedura
- Il palloncino più vicino al cuore si gonfia per ancorare il dispositivo.
- Il palloncino più lontano blocca il flusso nel punto da trattare.
- Durante l’intervento si può aspirare il materiale pericoloso o iniettare soluzione fisiologica per facilitare l’aspirazione.
- Il paziente ha ricevuto un farmaco anticoagulante per prevenire la formazione di coaguli durante l’intervento.
La procedura è stata eseguita con successo su due graft venosi danneggiati, con tempi di blocco del flusso molto brevi e senza sintomi per il paziente.
Vantaggi del dispositivo utilizzato
- Permette di bloccare il flusso sanguigno in modo efficace e sicuro.
- Riduce il rischio che frammenti di materiale aterotrombotico si spostino e causino embolie.
- È facile da usare e si adatta bene ai vasi trattati.
- Consente di completare rapidamente la procedura con buoni risultati.
In conclusione
Questo caso mostra come, in presenza di graft venosi deteriorati con stenosi gravi, sia possibile intervenire efficacemente con una procedura di angioplastica assistita da un dispositivo speciale. Questo aiuta a proteggere il cuore da complicazioni durante l’intervento e a migliorare il flusso sanguigno, garantendo un trattamento sicuro e ben tollerato dal paziente.