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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/04/2010 Lettura: ~3 min

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A cura di: Salvatore Saccà, Dipartimento di Cardiologia, Ospedale di Mirano (Ve)

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 56 Sezione: 3

Introduzione

Il cuore di alcune persone presenta una piccola apertura tra due camere chiamata forame ovale pervio (PFO), che normalmente si chiude dopo la nascita. Questa condizione è comune e può essere collegata a disturbi come l'emicrania, specialmente con aura. Oggi esiste una procedura poco invasiva che può chiudere questa apertura, migliorando la qualità della vita di chi ne soffre.

Che cos'è il forame ovale pervio (PFO)

Durante la vita nel grembo materno, il cuore del feto ha un'apertura chiamata forame ovale che permette al sangue di passare da una camera all'altra senza passare dai polmoni, che ancora non funzionano. Normalmente, questa apertura si chiude poco dopo la nascita, ma in circa il 25% degli adulti rimane aperta, creando una comunicazione tra le due camere del cuore chiamata forame ovale pervio (PFO).

Il PFO e le sue conseguenze

In molti casi, il PFO è piccolo e non causa problemi. Tuttavia, quando è più grande, può permettere il passaggio di piccole particelle o bolle di gas dal lato destro al lato sinistro del cuore, evitando i polmoni che normalmente le filtrano. Questo può aumentare il rischio di:

  • Ictus ischemico (un tipo di infarto cerebrale) soprattutto nei giovani;
  • Malattie da decompressione nei subacquei, causate da bolle di gas nel sangue.

Il legame tra PFO ed emicrania

L'emicrania è un disturbo comune, caratterizzato da forti mal di testa ricorrenti, a volte accompagnati da disturbi visivi o neurologici chiamati aura. Colpisce soprattutto le donne tra i 25 e i 55 anni e può essere molto invalidante.

Studi recenti hanno mostrato che circa la metà delle persone con PFO soffre anche di emicrania, in particolare con aura. La presenza del PFO è molto più frequente nelle persone con emicrania con aura rispetto a chi non ha emicrania.

Questa associazione suggerisce che il PFO potrebbe contribuire a scatenare o peggiorare l'emicrania in alcuni pazienti.

Come si diagnostica il PFO

Per scoprire se una persona ha un PFO si usano esami specifici che osservano il cuore e il passaggio del sangue tra le camere:

  • Ecocardiogramma transesofageo: un esame che utilizza una sonda inserita nella gola per vedere il cuore e rilevare il passaggio anomalo di bolle di contrasto da un lato all'altro del cuore.
  • Doppler transcranico: un esame meno invasivo che valuta il passaggio di bolle nel sangue che arriva al cervello.

Questi test permettono di valutare la presenza e la gravità dello shunt, cioè del passaggio di sangue tra le due camere del cuore.

Il trattamento oggi disponibile

Quando il PFO è associato a problemi come ictus o emicrania grave, è possibile chiuderlo con una procedura chiamata chiusura percutanea. Si tratta di un intervento minimamente invasivo, eseguito attraverso i vasi sanguigni, che posiziona un piccolo dispositivo per chiudere l'apertura.

Studi recenti hanno mostrato che molti pazienti con emicrania, soprattutto con aura, hanno avuto un miglioramento significativo o la scomparsa degli attacchi dopo la chiusura del PFO.

In conclusione

Il forame ovale pervio è una condizione comune che può essere collegata a problemi come ictus e emicrania con aura. Grazie a esami specifici è possibile diagnosticarlo con precisione. Oggi esiste una procedura sicura e poco invasiva per chiudere questa apertura, che può migliorare la salute e la qualità della vita di molte persone.

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