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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/04/2010 Lettura: ~3 min

L’Emicrania che viene dal cuore

Fonte
A cura di Eva Morandi, Clinica Neurologica Università di Brescia; Gian Paolo Anzola, Servizio di Neurologia Ospedale S. Orsola FBF AfaR - Brescia

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 56 Sezione: 3

Introduzione

L’emicrania è un disturbo molto comune che colpisce milioni di persone in Italia. Questo testo spiega in modo semplice come una particolare condizione del cuore, chiamata forame ovale pervio, possa essere collegata all’emicrania e perché alcune persone con questa condizione possono avere un rischio maggiore di problemi cerebrali.

Che cos'è l'emicrania e il forame ovale pervio (PFO)

L’emicrania è un disturbo complesso che può essere influenzato da molti fattori, come lo stress, l’ambiente, la genetica e il funzionamento del cervello. In Italia, circa 6-7 milioni di persone soffrono di emicrania.

Il forame ovale pervio (PFO) è una piccola apertura nel cuore che normalmente si chiude dopo la nascita, ma in alcune persone rimane aperta. Questa apertura può permettere il passaggio di sostanze dal sangue venoso a quello arterioso senza essere filtrate dai polmoni.

Il legame tra emicrania e forame ovale pervio

Studi recenti hanno mostrato che chi soffre di emicrania con aura (un tipo di emicrania con sintomi visivi o sensoriali prima del mal di testa) ha una frequenza maggiore di PFO rispetto a chi non soffre di emicrania.

Inoltre, le persone con emicrania e PFO possono avere un rischio più alto di ischemia cerebrale, cioè un ridotto flusso di sangue al cervello che può causare danni.

Come il PFO può influenzare l’emicrania

Attraverso il PFO, alcune sostanze o piccole particelle possono passare direttamente nel sangue arterioso e raggiungere il cervello, scatenando così l’attacco di emicrania. Questo passaggio anomalo è chiamato shunt destro-sinistro.

Più grande è questo shunt, maggiore è la possibilità che queste sostanze arrivino al cervello, aumentando il rischio sia di emicrania che di ischemia.

La possibile ereditarietà

Alcuni studi suggeriscono che la presenza di emicrania con aura e di PFO possa essere trasmessa in famiglia, indicando un legame genetico tra queste condizioni.

Effetti della chiusura del forame ovale

La chiusura del PFO con una procedura chiamata chiusura transcatetere ha mostrato risultati promettenti:

  • Riduzione della frequenza, intensità e durata degli attacchi di emicrania.
  • Diminuzione o scomparsa dell’aura in molti pazienti.
  • In alcuni casi, completa cessazione degli attacchi dopo alcuni mesi.

Tuttavia, questa procedura, seppur sicura e poco invasiva, può avere effetti collaterali come:

  • Palpitazioni e difficoltà a respirare, solitamente temporanee.
  • Alcune aritmie (irregolarità del battito cardiaco), che in rari casi possono richiedere ulteriori trattamenti.
  • Rischio di piccole embolie cerebrali durante l’intervento.

Quando considerare la chiusura del PFO

La chiusura del forame ovale non è una cura primaria per l’emicrania e deve essere valutata attentamente da medici esperti, tenendo conto di vari fattori individuali.

In conclusione

L’emicrania può essere collegata a una condizione cardiaca chiamata forame ovale pervio, che permette il passaggio di sostanze dal sangue venoso a quello arterioso, potenzialmente scatenando gli attacchi. La chiusura di questa apertura può migliorare i sintomi in molti pazienti, ma è una procedura che richiede una valutazione medica approfondita per bilanciare benefici e rischi.

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