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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/04/2010 Lettura: ~3 min

Lo studio ASCOT: un passo importante nel trattamento dell’ipertensione

Fonte
Studio ASCOT (Anglo-Scandinavian Cardiac Outcomes Trial), Giuseppe Rosano, Divisione di Cardiologia, San Raffaele-Tosinvest Sanità, Roma

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 59 Sezione: 3

Introduzione

Lo studio ASCOT ha portato nuove conoscenze importanti sul modo migliore di trattare l’ipertensione, specialmente nei pazienti con rischio cardiovascolare. Questi risultati aiutano a scegliere terapie più efficaci e con meno effetti collaterali, migliorando la salute generale delle persone con pressione alta.

Che cosa ha mostrato lo studio ASCOT

Lo studio ASCOT ha confrontato diversi tipi di farmaci usati per abbassare la pressione arteriosa in pazienti con ipertensione e rischio di problemi al cuore o ai vasi sanguigni. Ha dimostrato che non è sufficiente solo ridurre la pressione, ma è importante anche scegliere farmaci che migliorino altri aspetti della salute.

La terapia d’associazione e i farmaci tradizionali

La terapia d’associazione consiste nell’usare insieme farmaci che agiscono in modi diversi, permettendo di usare dosi più basse e riducendo gli effetti collaterali. Tradizionalmente si usano un beta-bloccante e un diuretico, per la loro efficacia e il basso costo. Tuttavia, questi farmaci possono avere effetti negativi sul metabolismo, cioè su come il corpo gestisce zuccheri e grassi.

I vantaggi dei farmaci più moderni

Lo studio ASCOT ha confermato che farmaci più recenti, come i calcio-antagonisti (es. amlodipina) e gli ACE-inibitori (es. perindopril), non solo abbassano bene la pressione, ma migliorano anche altri fattori di rischio, come il controllo dello zucchero nel sangue e dei grassi nel sangue.

  • I pazienti trattati con amlodipina hanno mostrato una riduzione del peso corporeo, della creatinina (un indicatore della funzione renale), dei trigliceridi e della glicemia.
  • Hanno anche avuto un aumento del colesterolo "buono" (HDL).
  • Questi miglioramenti sono collegati a una minore probabilità di avere infarti o ictus.
  • In particolare, il gruppo con amlodipina ha avuto il 30% in meno di nuovi casi di diabete rispetto a chi ha usato atenololo (un beta-bloccante).

L’importanza di evitare effetti negativi sul metabolismo

Alcuni farmaci antipertensivi di prima generazione possono aumentare il rischio di sviluppare il diabete. Per questo è importante scegliere farmaci che non peggiorino il metabolismo degli zuccheri, come l’amlodipina, che è neutro o addirittura favorevole sotto questo aspetto.

La combinazione ottimale e l’aggiunta della statina

Lo studio ASCOT ha anche mostrato che la combinazione di amlodipina con perindopril è la più efficace per abbassare la pressione e ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.

Inoltre, l’aggiunta di una statina (atorvastatina) ha ulteriormente ridotto il rischio di infarto e ictus, anche in pazienti con livelli di colesterolo normali o solo leggermente elevati, senza aumentare gli effetti collaterali.

Impatto sulla pratica clinica

Questi risultati suggeriscono di preferire farmaci moderni come calcio-antagonisti e ACE-inibitori per il trattamento dell’ipertensione, specialmente in pazienti con altri fattori di rischio o problemi metabolici. I beta-bloccanti rimangono importanti in casi specifici, come nei pazienti con malattia cardiaca ischemica.

In conclusione

Lo studio ASCOT ha cambiato il modo di vedere il trattamento dell’ipertensione, sottolineando che non basta abbassare la pressione, ma è fondamentale scegliere farmaci che migliorino anche altri aspetti della salute. La combinazione di amlodipina e perindopril, insieme all’uso di statine quando necessario, rappresenta oggi la strategia migliore per ridurre il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni in chi ha la pressione alta.

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