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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/04/2010 Lettura: ~3 min

Intervento sull'aneurisma dell'arteria renale

Fonte
Giuseppe Sangiorgi, MD; Flavio Airoldi, MD; Giuseppe Biondi-Zoccai, MD, Ospedale San Raffaele e Emo Centro Cuore Columbus, Milano, Italia

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 62 Sezione: 3

Introduzione

Gli aneurismi dell'arteria renale sono condizioni rare che colpiscono spesso persone giovani senza fattori di rischio per malattie arteriose. La loro gestione può essere complessa e dipende da diversi fattori. In questo testo spieghiamo in modo semplice cosa sono, come si diagnosticano e quali sono le possibili opzioni di trattamento, illustrando un caso di successo con una tecnica moderna.

Che cosa sono gli aneurismi dell'arteria renale?

Gli aneurismi dell'arteria renale (RAA) sono dilatazioni anomale di un vaso sanguigno che porta il sangue al rene. Sono rari e tendono a colpire persone giovani, spesso senza i comuni fattori di rischio per malattie arteriose come l'aterosclerosi.

Qual è il rischio e come si manifestano?

  • Il rischio che un aneurisma si rompa è generalmente basso.
  • Possono causare problemi come dolore al fianco, sangue nelle urine (macroematuria) o danni al rene se frammenti dell'aneurisma ostruiscono i vasi più piccoli.
  • Possono contribuire a un aumento della pressione sanguigna (ipertensione), anche se il motivo non è sempre chiaro.
  • Spesso vengono scoperti per caso durante esami medici per altri motivi.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi si basa principalmente su esami di imaging, come l'angiografia, che permette di vedere con precisione la forma e la posizione dell'aneurisma e pianificare un eventuale trattamento.

Quando si interviene?

  • Si considera l'intervento se l'aneurisma è più grande di 1 cm e la persona ha ipertensione.
  • Se non c'è ipertensione, si valuta l'intervento per aneurismi tra 1,5 e 2 cm.
  • Altri fattori come la forma dell'aneurisma o la presenza di calcificazioni possono influenzare la decisione, ma non sono sempre indicatori affidabili del rischio di rottura.
  • Le donne giovani in gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, sono a maggior rischio di rottura.

Descrizione di un caso clinico

Un uomo di 46 anni con ipertensione ha avuto sangue nelle urine e dolore al fianco sinistro per tre giorni. L'esame angiografico ha mostrato un aneurisma fusiforme (a forma di sacco) di circa 1,5 cm su un ramo dell'arteria renale sinistra, con un restringimento molto stretto (stenosi) vicino all'aneurisma.

Per ridurre il rischio di rottura e alleviare i sintomi, è stato scelto un intervento minimamente invasivo (endovascolare). Utilizzando un catetere speciale chiamato VENTURE™, i medici sono riusciti a raggiungere e trattare l'aneurisma con uno stent a palloncino che ha escluso l'aneurisma dal flusso sanguigno, mantenendo aperti gli altri vasi renali.

Il paziente ha avuto un decorso post-operatorio senza complicazioni e, dopo 4 mesi, era senza sintomi, con pressione e funzione renale stabili.

Opzioni di trattamento

  • Chirurgia tradizionale: rimozione dell'aneurisma e riparazione dei vasi.
  • Embolizzazione: chiusura dell'aneurisma tramite piccoli dispositivi inseriti con il catetere.
  • Stent-graft endovascolare: posizionamento di una protesi che esclude l'aneurisma mantenendo il flusso sanguigno.

La scelta dipende da molti fattori, tra cui la posizione e la forma dell'aneurisma, i sintomi e le condizioni del paziente.

In conclusione

Gli aneurismi dell'arteria renale sono rari e spesso scoperti per caso. La decisione di intervenire si basa sulle dimensioni dell'aneurisma, la presenza di ipertensione e sintomi. Le tecniche moderne, come l'uso di cateteri speciali e stent-graft, permettono di trattare con successo questi aneurismi in modo meno invasivo, con buoni risultati a breve termine. Tuttavia, è importante un attento monitoraggio nel tempo per garantire la sicurezza e l'efficacia del trattamento.

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