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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/04/2010 Lettura: ~2 min

Chiusura Eccellente del Forame Ovale Pervio (PFO)

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A cura di: Gianfranco Butera, MD

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 62 Sezione: 3

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 51 anni che ha avuto problemi neurologici legati a una condizione chiamata forame ovale pervio, e come è stato trattato con successo tramite una procedura medica specifica. L'obiettivo è spiegare in modo semplice e chiaro cosa è successo e come è stata risolta la situazione.

Che cos'è successo al paziente

Un uomo di 51 anni ha avuto due episodi neurologici in cui ha sperimentato disturbi temporanei, come visione doppia e perdita di equilibrio. Questi episodi sono stati causati da un problema cardiaco chiamato forame ovale pervio (PFO), una piccola apertura nel cuore che normalmente si chiude dopo la nascita, ma in alcuni casi resta aperta.

Come è stato diagnosticato il problema

Il paziente è stato sottoposto a un esame chiamato ecocardiografia transesofagea, che permette di vedere il cuore dall'interno dell'esofago usando onde sonore. Questo ha mostrato che c'era uno spostamento anomalo del sangue da una parte all'altra del cuore, chiamato shunt da destra a sinistra, che aumentava quando il paziente faceva una manovra chiamata Valsalva (una tecnica per aumentare la pressione toracica).

Il trattamento eseguito

Il paziente è stato ricoverato e ha subito una procedura per chiudere il PFO. Questa è stata fatta in anestesia generale, cioè mentre il paziente era addormentato e senza dolore. Durante l'intervento, i medici hanno usato ecocardiografia e raggi X per guidare l'inserimento di un dispositivo speciale chiamato PREMERE™, che misura 20 mm e serve a chiudere l'apertura nel cuore.

La procedura è durata meno di un'ora e alla fine non si è più visto alcun passaggio anomalo di sangue nel cuore, neanche durante la manovra di Valsalva.

Il decorso dopo la procedura

Il paziente è stato dimesso dopo 24 ore e ha iniziato una terapia con aspirina per 6 mesi, per prevenire la formazione di coaguli. Nei mesi successivi, sono stati fatti controlli con ecocardiografia e un esame chiamato Doppler transcranico per assicurarsi che il dispositivo fosse ben posizionato e che non ci fossero più passaggi anomali di sangue.

Dopo 8 mesi di controllo, il paziente sta bene e non ha avuto altri problemi neurologici.

In conclusione

La chiusura del forame ovale pervio con un dispositivo specifico è stata eseguita con successo in questo paziente. La procedura ha eliminato il passaggio anomalo di sangue nel cuore, prevenendo così ulteriori episodi neurologici. Il paziente ha avuto un buon recupero e si trova in buona salute dopo diversi mesi dal trattamento.

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