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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/04/2010 Lettura: ~3 min

Obiettivo dell’emostasi nei pazienti ad alto rischio

Fonte
Studio condotto presso il Laboratorio di Cateterismo Cardiaco, Divisione di Cardiologia, Ospedale Carlo Poma, Mantova, Italia, a cura di Corrado Lettieri.

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 64 Sezione: 3

Introduzione

Le complicazioni nel punto di accesso vascolare dopo un’angioplastica coronarica possono verificarsi in una percentuale variabile di pazienti. Questi problemi possono allungare la degenza ospedaliera e aumentare i costi. È importante conoscere le cause, i fattori di rischio e le possibili soluzioni per gestire al meglio queste situazioni, soprattutto nei pazienti ad alto rischio.

Che cosa sono le complicazioni del sito di accesso vascolare

Dopo un intervento di angioplastica coronarica, che serve a migliorare il flusso di sangue al cuore, dal 2% al 14% dei pazienti può avere problemi nel punto in cui è stato inserito il catetere nell’arteria femorale (nell’inguine). Questi problemi possono includere:

  • Emorragie o sanguinamenti
  • Falsi aneurismi (una specie di gonfiore anomalo dell’arteria)
  • Fistole artero-venose (connessioni anomale tra arteria e vena)
  • Ematomi (accumuli di sangue sotto la pelle)
  • Occlusioni o blocchi dell’arteria
  • Infezioni nel sito di accesso

Queste complicazioni possono causare un peggioramento della salute del paziente e richiedere un ricovero più lungo, con un aumento dei costi sanitari.

Chi sono i pazienti a rischio maggiore

Alcuni fattori aumentano la probabilità di complicazioni, tra cui:

  • Età avanzata (oltre 75 anni)
  • Sesso femminile
  • Obesità
  • Diabete
  • Pressione alta non controllata
  • Uso di farmaci che influenzano la coagulazione del sangue, come gli inibitori della glicoproteina IIb/IIIa
  • Uso di cateteri di dimensioni maggiori (più grandi di 6 French, unità di misura per i cateteri)

Come si cerca di prevenire e trattare queste complicazioni

Per fermare il sanguinamento dopo la rimozione del catetere, si usa la compressione manuale, cioè si preme sul punto di inserzione per un certo tempo. Tuttavia, questo metodo può richiedere molto tempo e non sempre è efficace, specialmente in pazienti ad alto rischio.

Un’alternativa è rappresentata dai dispositivi di chiusura vascolare, come il sistema Angio-Seal™, che aiutano a chiudere rapidamente il foro nell’arteria con un meccanismo meccanico e che favorisce la coagulazione. Questi dispositivi possono ridurre il tempo necessario per fermare il sanguinamento, permettere al paziente di alzarsi e camminare prima e accorciare la degenza in ospedale.

Esperienza con il sistema Angio-Seal™ nei pazienti ad alto rischio

Uno studio ha valutato 653 pazienti ad alto rischio sottoposti ad angioplastica con impianto di stent:

  • 360 pazienti hanno ricevuto la compressione manuale per fermare il sanguinamento
  • 293 pazienti hanno utilizzato il sistema Angio-Seal™

Il sistema Angio-Seal™ è stato inserito con successo nel 98% dei casi. I pazienti trattati con questo dispositivo hanno potuto camminare molto prima rispetto a quelli con compressione manuale (circa 5-7 ore contro 16-19 ore).

Inoltre, le complicazioni gravi sono state significativamente meno frequenti nel gruppo con Angio-Seal™ (0,9%) rispetto a quello con compressione manuale (3,6%). Le complicazioni minori invece erano simili nei due gruppi.

Le complicazioni osservate con Angio-Seal™ si sono presentate nelle prime ore dopo l’inserimento, prima che il paziente si alzasse.

Importanza della selezione del paziente e della procedura

Per usare in sicurezza il sistema Angio-Seal™, è fondamentale selezionare bene i pazienti. Prima dell’inserimento si esegue un’angiografia (una radiografia dei vasi) per controllare che l’arteria femorale e le arterie vicine siano adatte al dispositivo. Alcune condizioni, come arterie molto calcificate o di piccole dimensioni, possono impedire l’uso del dispositivo.

In conclusione

Le complicazioni al sito di accesso vascolare dopo angioplastica sono un problema comune, soprattutto in pazienti con fattori di rischio. Il dispositivo Angio-Seal™ si è dimostrato sicuro ed efficace nel ridurre le complicazioni gravi e nel permettere una mobilizzazione più rapida rispetto alla compressione manuale. Una corretta selezione dei pazienti e una valutazione accurata dell’arteria sono essenziali per ottenere i migliori risultati.

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