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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/04/2010 Lettura: ~4 min

BPCO e cardiopatia ischemica: come gestire la terapia

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A cura di: Massimo Pala - U.O. Cardiologia - A.O. San Carlo Borromeo Milano; Attilio Pietra - U.O. Pneumologia - A.O. San Carlo Borromeo - Milano

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 67 Sezione: 3

Introduzione

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria comune, soprattutto negli anziani, che spesso si associa a problemi cardiaci come la cardiopatia ischemica. Questo testo spiega in modo semplice le difficoltà e le precauzioni nel trattamento di pazienti con entrambe queste condizioni, illustrando anche un progetto di ricerca che aiuta a capire meglio come gestire la terapia in questi casi.

Che cos'è la BPCO e come si presenta

La BPCO è una malattia respiratoria cronica molto diffusa, soprattutto nelle persone sopra i 60 anni, con più del 10% di incidenza in questa fascia d'età. La malattia peggiora nel tempo, causando difficoltà respiratorie sempre maggiori e riducendo la qualità della vita, fino a portare a una grave insufficienza respiratoria.

Per capire quanto è grave la BPCO, si usa una classificazione chiamata GOLD 2003, che divide i pazienti in cinque livelli basati sui sintomi e sulla funzione respiratoria. Questa suddivisione è importante perché aiuta i medici a scegliere il trattamento più adatto per ogni persona.

I farmaci usati per la BPCO

Il trattamento della BPCO si basa principalmente su due gruppi di farmaci:

  • Broncodilatatori: aiutano a rilassare i muscoli delle vie respiratorie per facilitare la respirazione. Si dividono in:
    • B2-agonisti a breve durata d'azione, usati quando serve per alleviare i sintomi;
    • B2-agonisti a lunga durata d'azione e anticolinergici, usati regolarmente per prevenire o ridurre i sintomi.
  • Steroidi inalatori: riducono l'infiammazione nelle vie respiratorie.

Un altro farmaco, la teofillina, è meno usato oggi perché può avere effetti collaterali più frequenti, anche se è efficace.

Questi farmaci non fermano la progressione della malattia, ma aiutano a ridurre i sintomi e migliorare la capacità di fare attività fisica.

La relazione tra BPCO e problemi cardiaci

Molte persone con BPCO sono fumatori o ex fumatori e spesso hanno anche malattie del cuore, in particolare la cardiopatia ischemica, cioè problemi legati a una ridotta circolazione del sangue al cuore.

La mancanza cronica di ossigeno causata dalla BPCO può provocare episodi di ridotto apporto di sangue al cuore, anche in persone con problemi cardiaci non gravi. Inoltre, può portare a un peggioramento silenzioso della funzione cardiaca.

È comune anche la comparsa di aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari, causate sia dalla mancanza di ossigeno che da alcuni farmaci o dallo stress sul cuore dovuto a problemi polmonari. Queste aritmie possono scatenare eventi gravi come infarti o insufficienza cardiaca.

Uso dei broncodilatatori nei pazienti con BPCO e problemi cardiaci

I B2-agonisti agiscono stimolando il sistema nervoso che controlla il cuore e i polmoni. Anche se sono più selettivi per i polmoni, possono aumentare la frequenza e la forza dei battiti cardiaci. Questo può essere un problema per chi ha già malattie cardiache.

Le aritmie sono frequenti nei pazienti con BPCO grave e possono essere dovute sia alla malattia che all'uso di farmaci come i broncodilatatori e la teofillina, che possono aumentare il rischio di battiti irregolari.

Per questo motivo, i cardiologi spesso sono cauti nell'usare questi farmaci in pazienti con BPCO e cardiopatia ischemica, anche se ciò limita le opzioni terapeutiche disponibili per il medico pneumologo.

Non è ancora chiaro quanto spesso si verifichino aritmie durante l'uso prolungato di broncodilatatori in questi pazienti.

Il progetto CARDIOPNEUMO

Per capire meglio questi problemi, è stato avviato il progetto CARDIOPNEUMO. Questo studio segue per sei mesi pazienti con BPCO e cardiopatia ischemica stabile che ricevono broncodilatatori B2-agonisti (e/o teofillina).

Un gruppo di controllo comprende pazienti con BPCO ma senza problemi cardiaci, trattati allo stesso modo.

Nei primi 15 giorni, i pazienti registrano ogni giorno la saturazione di ossigeno nel sangue e un elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni, che misura l'attività elettrica del cuore. Dopo, questi controlli diventano bisettimanali, mentre la spirometria, che valuta la funzione respiratoria, viene fatta ogni settimana.

I pazienti possono anche inviare un ECG in qualsiasi momento se avvertono sintomi o lo ritengono necessario.

Tutti i dati vengono trasmessi tramite telefono a un centro di controllo, dove un cardiologo li valuta. Se ci sono problemi, lo pneumologo contatta il paziente per intervenire. La spirometria viene valutata dallo pneumologo. Tutto il materiale raccolto sarà esaminato dai medici responsabili dello studio.

In conclusione

La gestione della terapia nei pazienti con BPCO e cardiopatia ischemica è complessa a causa dei possibili effetti dei farmaci sul cuore. Il progetto CARDIOPNEUMO aiuta a monitorare attentamente questi pazienti per garantire un trattamento sicuro ed efficace, migliorando la comprensione di come usare al meglio i broncodilatatori in queste situazioni.

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