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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/07/2023 Lettura: ~3 min

Scompenso cardiaco e BPCO: una dispnea multifattoriale

Fonte
Stefano Carugo, Cardiologia, Università degli Studi Milano, Ospedale Policlinico di Milano; Linee Guida ESC 2021; Studi CIBIS I e II e altri studi scientifici citati nel testo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Carugo Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Questo testo descrive il caso di un uomo di 66 anni con difficoltà respiratorie e problemi cardiaci. Spiega come i medici valutano e trattano contemporaneamente lo scompenso cardiaco e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), condizioni che possono causare dispnea, cioè difficoltà a respirare. L'obiettivo è comprendere l'importanza di una diagnosi accurata e di una terapia adeguata, anche in presenza di più problemi di salute.

Che cosa è successo al paziente?

Un uomo di 66 anni, leggermente sovrappeso e fumatore, ha iniziato ad avere difficoltà a respirare durante sforzi moderati. Ha anche gonfiore alle caviglie e battito cardiaco accelerato. La pressione arteriosa è risultata alta (160/90 mmHg) e la saturazione di ossigeno nel sangue è al 96%.

Gli esami hanno mostrato:

  • Elettrocardiogramma con ritmo normale e qualche battito extra isolato.
  • Ecocardiogramma con ingrossamento e indebolimento del ventricolo sinistro del cuore e una lieve insufficienza della valvola mitrale.
  • Esami del sangue con una funzione renale ridotta e un valore di NT-proBNP aumentato (400 pg/ml), un indicatore di stress cardiaco.
  • Il paziente assumeva già farmaci per la pressione alta e il colesterolo.

Interpretazione del valore di NT-proBNP

Il valore elevato di NT-proBNP indica la presenza di scompenso cardiaco con ridotta capacità di pompare il sangue (frazione di eiezione inferiore al 40%). Questo è confermato dai sintomi e dagli esami.

Come valutare la dispnea in presenza di fumo?

Il fumo è un fattore che può peggiorare i problemi respiratori. Per questo motivo, oltre al cuore, è importante controllare anche i polmoni con esami specifici come la spirometria e la radiografia del torace.

Accertamenti aggiuntivi e diagnosi di BPCO

Gli esami hanno escluso problemi importanti alle arterie coronarie. La spirometria ha mostrato un'ostruzione delle vie aeree di media entità e la TAC del torace ha confermato la presenza di BPCO con un piccolo accumulo di liquido intorno ai polmoni.

Modifica della terapia

Per trattare efficacemente lo scompenso cardiaco e la BPCO, è necessario:

  • Introdurre farmaci diuretici per ridurre il gonfiore.
  • Usare beta bloccanti, farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio.
  • Considerare farmaci come gli SGLT2 e, se necessario, Sacubitril/Valsartan, che migliorano la funzione cardiaca.

Uso dei beta bloccanti in pazienti con BPCO

I beta bloccanti sono molto importanti nella cura dello scompenso cardiaco. Anche nei pazienti con BPCO, non sono controindicati, anzi sono raccomandati. È importante scegliere beta bloccanti selettivi, cioè che agiscono principalmente sul cuore senza influenzare i polmoni.

Scelta del beta bloccante

Il bisoprololo è un beta bloccante altamente selettivo e quindi adatto a pazienti con scompenso cardiaco e BPCO. Riduce la frequenza cardiaca e l'attività del sistema nervoso simpatico, migliorando la funzione del cuore senza peggiorare la respirazione.

In conclusione

In un paziente con difficoltà respiratorie e scompenso cardiaco, è fondamentale valutare sia il cuore che i polmoni. La presenza di BPCO non impedisce l'uso di beta bloccanti selettivi come il bisoprololo, che rappresentano una terapia efficace e sicura. Un approccio personalizzato e basato sulle evidenze scientifiche aiuta a migliorare la qualità di vita e la prognosi del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Carugo

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