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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/04/2010 Lettura: ~4 min

Calcioantagonisti: uso nello scompenso cardiaco cronico

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A cura di: Gian Piero Perna - Direttore Struttura Complessa di Cardiologia Ospedale Cardiologico “GM Lancisi” – Ancona

Aggiornato il 09/02/2026

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Categoria: 90 Sezione: 4

Introduzione

I calcioantagonisti sono farmaci usati per trattare alcune malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Il loro impiego nello scompenso cardiaco cronico, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace, è stato a lungo discusso. Questo testo spiega in modo semplice quando e come questi farmaci possono essere utili, evidenziando i benefici e i limiti basati sulle ricerche scientifiche più recenti.

Che cosa sono i calcioantagonisti e il loro ruolo nello scompenso cardiaco

I calcioantagonisti sono farmaci che agiscono rilassando i vasi sanguigni e migliorando il flusso del sangue. Questo può aiutare il cuore a lavorare meglio riducendo il carico che deve sopportare. Tuttavia, le linee guida internazionali sconsigliano il loro uso nella forma di scompenso cardiaco in cui il cuore ha difficoltà a contrarsi (disfunzione sistolica). Sono invece considerati potenzialmente utili nella forma in cui il cuore fatica a rilassarsi (disfunzione diastolica).

Perché il loro uso è ancora frequente

Nonostante le raccomandazioni, i calcioantagonisti sono ancora usati in circa il 20% dei pazienti con scompenso cardiaco in Italia, a volte più di altri farmaci raccomandati come i beta-bloccanti. Questo perché possono aiutare a controllare condizioni associate come l'ipertensione (pressione alta) e l'angina (dolore al petto).

Effetti positivi dei calcioantagonisti nello scompenso cardiaco

  • Riduzione del carico sul cuore: abbassano la pressione e la resistenza nei vasi sanguigni, facilitando il lavoro del cuore.
  • Miglioramento del flusso coronarico: aiutano a portare più sangue al muscolo cardiaco, importante soprattutto se ci sono problemi alle arterie coronarie.
  • Favoriscono il rilassamento del cuore: possono migliorare la funzione diastolica, cioè la capacità del cuore di rilassarsi e riempirsi di sangue.
  • Protezione cellulare: in studi sperimentali, mostrano effetti che possono rallentare il danno alle cellule del cuore.

Possibili effetti negativi

  • Riduzione della forza di contrazione: alcuni calcioantagonisti possono indebolire il battito cardiaco.
  • Attivazione del sistema nervoso simpatico: può causare aumento della frequenza cardiaca o altri effetti indesiderati.
  • Ritenzione di liquidi: può peggiorare i sintomi dello scompenso.

Studi clinici e risultati

Numerosi studi hanno valutato l'uso dei calcioantagonisti associati agli ACE-inibitori (farmaci che aiutano a proteggere il cuore) nello scompenso cardiaco:

  • Diltiazem: ha migliorato la qualità della vita e la tolleranza allo sforzo in alcuni pazienti, senza però ridurre la mortalità.
  • Felodipina: ha ridotto la pressione arteriosa e mostrato un iniziale miglioramento della funzione cardiaca, ma senza effetti significativi sulla mortalità o ospedalizzazioni.
  • Mibefradil: non ha modificato la mortalità generale e ha mostrato rischi in pazienti con altri farmaci che allungano il QT (un parametro cardiaco).
  • Amlodipina: nei pazienti con scompenso non causato da problemi alle coronarie, ha ridotto mortalità e ospedalizzazioni; nei pazienti con problemi coronarici ha migliorato alcuni sintomi ma senza modificare la mortalità complessiva.

Ruolo attuale dei calcioantagonisti nello scompenso cardiaco

I calcioantagonisti non sono efficaci per ridurre la mortalità se usati al posto degli ACE-inibitori. Tuttavia, sono considerati sicuri se usati insieme agli ACE-inibitori, specialmente in pazienti che hanno ipertensione o angina resistente ad altri trattamenti.

In particolare, i beta-bloccanti sono la prima scelta, ma i calcioantagonisti possono essere utili quando i beta-bloccanti non sono tollerati o controindicati.

Alcuni dati suggeriscono che dosi più basse di calcioantagonisti possono migliorare la qualità della vita e la capacità di esercizio, mentre dosi più alte potrebbero causare effetti collaterali come la ritenzione di liquidi.

Uso nella disfunzione diastolica

L'uso dei calcioantagonisti nella disfunzione diastolica (quando il cuore fatica a rilassarsi) è meno chiaro. Alcune linee guida li raccomandano, soprattutto in casi di ipertrofia cardiaca (ingrossamento del cuore) o ipertensione, grazie alla loro capacità di migliorare il rilassamento del cuore.

Tuttavia, mancano studi solidi che confermino benefici importanti in questa condizione, soprattutto nei pazienti anziani o con altre malattie associate.

In conclusione

I calcioantagonisti non sostituiscono i farmaci principali per lo scompenso cardiaco, come gli ACE-inibitori, ma possono essere usati in aggiunta per trattare condizioni specifiche come l'ipertensione e l'angina, soprattutto quando altri farmaci non sono adatti.

Sono considerati sicuri se associati agli ACE-inibitori, anche in pazienti con forme più gravi di scompenso.

Il loro ruolo nella disfunzione diastolica è ancora poco definito e richiede ulteriori ricerche.

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