Il ruolo della pressione alta nell'insufficienza renale
L'ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta, è una delle cause principali che fanno peggiorare la funzione dei reni nel tempo. Per questo, curare la pressione alta è fondamentale per rallentare o prevenire il danno renale.
Come i farmaci antipertensivi proteggono i reni
Non basta solo abbassare la pressione con qualsiasi farmaco. Alcuni medicinali, oltre a ridurre la pressione, offrono una vera protezione ai reni. Questa protezione si basa su diversi meccanismi:
- Riduzione della pressione arteriosa sistemica: abbassare la pressione nel corpo aiuta a non danneggiare i reni.
- Riduzione della pressione intraglomerulare: alcuni farmaci abbassano la pressione all'interno del filtro renale, proteggendolo meglio.
- Riduzione della proteinuria: la presenza di proteine nelle urine è un segno di danno renale. Alcuni farmaci aiutano a diminuirla.
- Miglioramento della funzione endoteliale: questo aiuta a prevenire danni ai piccoli vasi nei reni.
Calcioantagonisti (CCBs) e loro effetto sui reni
I calcioantagonisti agiscono dilatando i vasi sanguigni, abbassando la pressione nel corpo. Tuttavia, hanno un effetto limitato sulla pressione all'interno del filtro renale e non riducono la proteinuria. La loro protezione renale deriva da:
- Inibizione di fattori che causano la crescita anomala delle cellule renali.
- Contrasto della vasocostrizione (restringimento dei vasi) causata da alcuni farmaci o condizioni, come nei trapiantati di rene o in caso di danno da mezzi di contrasto usati per esami radiologici.
ACE-inibitori e il loro ruolo
Gli ACE-inibitori abbassano la pressione sia nel corpo che all'interno del filtro renale. Inoltre, aiutano a:
- Ridurre la crescita anomala delle cellule renali.
- Abbassare la permeabilità del filtro renale, diminuendo la perdita di proteine nelle urine.
- Limitare la formazione di tessuto cicatriziale nei reni (fibrosi), che peggiora la funzione renale.
Confronto tra calcioantagonisti e ACE-inibitori
Alcuni studi hanno mostrato che gli ACE-inibitori sono più efficaci nel rallentare il peggioramento della funzione renale, specialmente in presenza di proteinuria (proteine nelle urine). Alcuni calcioantagonisti, in particolare quelli diidropiridinici, possono avere effetti negativi sulla struttura del rene in certi casi, ma questo effetto è ridotto se si usano insieme agli ACE-inibitori.
Risultati di uno studio su pazienti con insufficienza renale
Uno studio di 8 anni su 833 pazienti con pressione alta e problemi renali ha confrontato tre gruppi: chi assumeva ACE-inibitori, chi calcioantagonisti e chi una combinazione dei due. I risultati hanno mostrato che:
- I calcioantagonisti rallentano la progressione della malattia renale con efficacia simile agli ACE-inibitori.
- La terapia con calcioantagonisti, da soli o in combinazione, riduce anche il rischio di eventi cerebrovascolari (come ictus).
Questi dati confermano che il controllo della pressione è il fattore più importante per proteggere i reni.
Indicazioni pratiche per la terapia antipertensiva nei pazienti con danno renale
- Nei pazienti con proteinuria o diabete, è consigliabile iniziare la terapia con ACE-inibitori, eventualmente associati a farmaci che bloccano un altro recettore (AT1a).
- In seconda scelta si possono aggiungere i calcioantagonisti diidropiridinici a lunga durata d'azione, come l'amlodipina.
- Nei pazienti senza proteinuria, si può iniziare indifferentemente con ACE-inibitori o calcioantagonisti, aggiungendo poi l'altro farmaco se necessario.
Importanza del controllo della pressione
Il primo obiettivo è raggiungere valori di pressione ottimali (ad esempio 120/75 mmHg). Purtroppo, solo circa il 30% dei pazienti con danno renale riesce a mantenere questi valori. Per questo spesso è necessario usare più farmaci insieme.
In conclusione
Controllare bene la pressione arteriosa è fondamentale per prevenire o rallentare il peggioramento dell'insufficienza renale. Gli ACE-inibitori e i calcioantagonisti sono entrambi utili in questo scopo, con meccanismi diversi ma complementari. La scelta del trattamento dipende dalla presenza di proteine nelle urine e da altre condizioni del paziente. Spesso è necessario combinare più farmaci per ottenere i migliori risultati.