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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/04/2010 Lettura: ~2 min

Regressione dell’aterosclerosi coronarica: nuove evidenze cliniche sull’impiego dei calcioantagonisti

Fonte
A cura di: Francesco Prati - Responsabile Laboratorio di Emodinamica - Ospedale San Giovanni di Roma

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 90 Sezione: 4

Introduzione

Negli ultimi anni, la ricerca medica ha studiato come alcuni farmaci possano influenzare la malattia delle arterie del cuore, chiamata aterosclerosi coronarica. In particolare, si è osservato l'effetto di una classe di farmaci chiamati calcioantagonisti. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di alcune ricerche su questo argomento.

Che cos'è l’aterosclerosi coronarica

L’aterosclerosi coronarica è una malattia in cui le arterie del cuore si restringono a causa dell'accumulo di sostanze grasse chiamate placche. Questo può ridurre il flusso di sangue al cuore e causare problemi come il dolore al petto o l'infarto.

Farmaci e loro effetti sulla malattia

Molti studi hanno valutato come i farmaci possano rallentare o, in rari casi, invertire questa malattia. I farmaci più usati sono quelli che abbassano i grassi nel sangue, come le statine. Questi farmaci migliorano la salute del cuore, ma le immagini delle arterie mostrano solo piccoli cambiamenti nella malattia.

Il ruolo dei calcioantagonisti

I calcioantagonisti sono un gruppo di farmaci usati per il cuore e la pressione sanguigna. Il loro effetto sulla progressione o regressione dell’aterosclerosi è meno conosciuto.

Studi importanti

  • INTACT Study: ha studiato un calcioantagonista chiamato nifedipina. Dopo 3 anni di trattamento, ha mostrato solo un rallentamento nella formazione di nuove lesioni nelle arterie.
  • Montreal Heart Institute Trial: ha confermato i risultati dello studio INTACT.

Questi studi usavano calcioantagonisti non lipofilici, cioè farmaci che non si distribuiscono facilmente nelle cellule.

Nuove prospettive con farmaci lipofilici

Recentemente sono stati introdotti calcioantagonisti lipofilici, come l’amlodipina, che hanno un’azione antiossidante più marcata, cioè aiutano a proteggere le cellule dai danni.

Lo studio PREVENT

  • Ha coinvolto 825 pazienti con malattia coronarica.
  • È durato 36 mesi e ha usato due metodi per valutare le arterie: l’angiografia coronarica quantitativa e l’ecografia carotidea.
  • Non ha mostrato cambiamenti nel diametro interno delle arterie coronariche.
  • Ha però evidenziato un rallentamento significativo nella progressione dell’aterosclerosi nelle arterie del collo (carotide) con l’ecografia.

Un limite di questo studio è che l’angiografia valuta solo il passaggio del sangue nelle arterie e non può vedere i cambiamenti nelle placche stesse.

Prospettive future

Lo studio Camelot è in corso e utilizza una tecnica chiamata ecografia intracoronarica, che permette di vedere meglio le placche dentro le arterie del cuore. I risultati saranno disponibili tra circa due anni e potranno fornire nuove informazioni.

In conclusione

Gli studi finora mostrano che i calcioantagonisti possono aiutare a rallentare la progressione dell’aterosclerosi coronarica, anche se la regressione completa della malattia è rara. I nuovi farmaci lipofilici come l’amlodipina offrono nuove possibilità di trattamento, ma sono necessari ulteriori studi per capire meglio il loro effetto sulle placche nelle arterie.

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