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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/04/2010 Lettura: ~2 min

Lo studio BARI 2D: terapia medica intensiva e rivascolarizzazione nei pazienti diabetici con problemi cardiaci

Fonte
Studio BARI 2D pubblicato sul New England Journal of Medicine, 11 giugno 2009; risultati presentati al LXIX meeting dell'American Diabetes Association.

Aggiornato il 09/02/2026

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Categoria: 92 Sezione: 5

Introduzione

Il diabete di tipo 2 aumenta il rischio di malattie cardiache e può influire sulla durata della vita. Uno studio importante ha confrontato due modi di trattare queste persone: con farmaci intensivi o con interventi chirurgici per migliorare il flusso del sangue al cuore. Qui spieghiamo in modo semplice i risultati di questo studio, per aiutare a capire le opzioni di cura.

Che cos'è lo studio BARI 2D?

Lo studio BARI 2D è stato un grande progetto di ricerca che ha coinvolto 2.368 pazienti con diabete di tipo 2 e problemi al cuore causati da arterie strette o bloccate. Questi pazienti sono stati seguiti per circa 5 anni per capire quale trattamento fosse più efficace.

Quali trattamenti sono stati confrontati?

  • Rivascolarizzazione precoce: interventi come l'angioplastica (inserimento di un piccolo tubicino per aprire le arterie) o il bypass (un'operazione per creare un nuovo percorso per il sangue), insieme a una terapia medica intensiva.
  • Terapia medica ottimale: uso di farmaci per controllare la glicemia, il colesterolo e la pressione, con interventi chirurgici solo se strettamente necessari.

Quali sono stati i risultati principali?

  • Dopo 5 anni, non c'è stata differenza significativa nella mortalità tra i due gruppi (circa 12% in entrambi).
  • Non c'erano differenze importanti anche negli eventi gravi come infarti o ictus.
  • Analizzando i tipi di intervento, il bypass ha ridotto il numero di infarti non fatali, ma senza migliorare la sopravvivenza complessiva.
  • L'angioplastica non ha mostrato vantaggi rispetto alla sola terapia medica intensiva.

Cosa significa questo per i pazienti diabetici con problemi cardiaci?

Lo studio suggerisce che, per molti pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiaca stabile, un trattamento con farmaci ben controllati può essere efficace quanto interventi chirurgici immediati per migliorare il flusso sanguigno al cuore.

Solo in alcuni casi selezionati, come con il bypass, si può ottenere un beneficio nel ridurre alcuni eventi come l'infarto, ma senza aumentare la sopravvivenza.

Confronto con altri studi

Questi risultati confermano quelli di un altro studio importante chiamato COURAGE, che aveva trovato risultati simili in pazienti con malattia cardiaca, ma senza il diabete. BARI 2D estende queste scoperte anche a pazienti con un rischio più alto, cioè quelli con diabete e problemi cardiaci insieme.

In conclusione

Per i pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiaca stabile, la terapia medica intensiva è una strategia efficace e sicura. Gli interventi chirurgici come angioplastica o bypass possono essere riservati a casi particolari, poiché non migliorano la sopravvivenza generale rispetto ai farmaci ben gestiti.

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