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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/03/2010 Lettura: ~4 min

Come affrontare il rischio residuo nelle persone con diabete di tipo 2

Fonte
A cura di Lorenzo Arnaboldi e Alberto Corsini, Dipartimento di Scienze Farmacologiche Università degli Studi di Milano

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 3 Sezione: 2

Introduzione

Il diabete di tipo 2 può aumentare il rischio di problemi al cuore, ai reni, agli occhi e ai piedi, anche quando si seguono le terapie per il colesterolo, la pressione e la glicemia. Questo rischio che rimane si chiama "rischio residuo". In questo testo spieghiamo perché questo rischio persiste e come alcuni farmaci, come il fenofibrato, possono aiutare a ridurlo.

Che cos'è il rischio residuo nel diabete di tipo 2

Nonostante le cure con statine (per il colesterolo), farmaci per la pressione e per il controllo dello zucchero nel sangue, molte persone con diabete di tipo 2 continuano ad avere un rischio elevato di complicazioni gravi. Queste complicazioni possono colpire grandi vasi sanguigni (macrovascolari) e piccoli vasi (microvascolari), interessando cuore, reni, occhi e piedi.

Le complicazioni più comuni

  • Cuore e vasi sanguigni: circa la metà delle persone con diabete di tipo 2 ha problemi cardiovascolari legati all'aterosclerosi, cioè all'accumulo di grassi nelle arterie. Questo può causare infarti, insufficienza cardiaca, aritmie e altri problemi.
  • Piede diabetico: è un problema grave che può portare fino all'amputazione. Si sviluppa a causa di danni ai nervi e ai vasi sanguigni, che riducono la sensibilità e la circolazione, causando ulcere e infezioni.
  • Retinopatia diabetica: è una malattia degli occhi che può portare alla perdita della vista. È causata da danni ai piccoli vasi della retina dovuti all'eccesso di zucchero nel sangue.
  • Nefropatia diabetica: danno ai reni che può portare alla necessità di dialisi.

Il ruolo della dislipidemia nel diabete

La dislipidemia è un disturbo dei grassi nel sangue molto comune nel diabete di tipo 2. Si caratterizza per:

  • Alti livelli di colesterolo "cattivo" (LDL) e trigliceridi
  • Bassi livelli di colesterolo "buono" (HDL)
  • Presenza di particelle di LDL piccole e dense, più dannose

Questi cambiamenti aumentano il rischio di problemi cardiovascolari e complicazioni microvascolari.

Le terapie attuali e il rischio residuo

Le statine sono molto efficaci nel ridurre il colesterolo LDL e il rischio di eventi cardiovascolari, ma non eliminano completamente il rischio residuo. Anche con livelli di LDL molto bassi, il rischio di problemi rimane alto, soprattutto se il colesterolo HDL è basso e i trigliceridi sono alti.

Per questo motivo, si cerca di agire anche su questi altri parametri con farmaci come i fibrati, che aiutano a ridurre i trigliceridi e aumentare l'HDL, migliorando anche la funzione dei vasi sanguigni e riducendo l'infiammazione.

Il fenofibrato e gli studi principali

Lo studio FIELD ha valutato l'efficacia del fenofibrato in quasi 10.000 persone con diabete di tipo 2 senza gravi problemi cardiovascolari. Anche se non ha ridotto significativamente infarti e morti cardiovascolari, ha mostrato una riduzione degli infarti non fatali e degli eventi cardiovascolari totali, soprattutto in chi aveva dislipidemia con trigliceridi alti e HDL basso.

Il fenofibrato ha anche ridotto le complicazioni microvascolari come la retinopatia (danni agli occhi), la neuropatia e le amputazioni degli arti inferiori. Questi benefici si sono visti già dopo pochi mesi di trattamento.

Lo studio ACCORD-LIPID ha valutato l'associazione di fenofibrato con statine in oltre 5.000 pazienti con diabete di tipo 2. Anche se l'associazione non ha ridotto significativamente il rischio cardiovascolare in tutta la popolazione, ha mostrato un beneficio importante in chi aveva la dislipidemia tipica del diabete (trigliceridi molto alti e HDL molto basso), riducendo eventi come infarti e ictus.

Inoltre, non sono stati rilevati problemi di sicurezza maggiori con l'associazione fenofibrato/statina rispetto alla sola statina.

Come agisce il fenofibrato oltre al controllo dei grassi

Il fenofibrato sembra aiutare anche grazie a:

  • Miglioramento della funzione dei vasi sanguigni
  • Riduzione dell'infiammazione
  • Effetti positivi sulla guarigione delle ferite
  • Riduzione di sostanze dannose che favoriscono la formazione di nuovi vasi anomali negli occhi

In conclusione

Nonostante le terapie attuali, molte persone con diabete di tipo 2 hanno ancora un rischio elevato di problemi cardiovascolari e microvascolari. Il fenofibrato, soprattutto se usato insieme alle statine, può aiutare a ridurre questo rischio residuo, in particolare in chi ha una dislipidemia caratterizzata da trigliceridi alti e colesterolo HDL basso. Questo farmaco offre benefici sia sui grandi vasi che sui piccoli, migliorando la salute generale dei vasi sanguigni e riducendo complicazioni come la retinopatia e le amputazioni.

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